La Legnaia “Campo alla Cesta” rappresenta una piccola architettura che va a sostituire un precedente annesso precario di lamiera ponendosi nel paesaggio come sintesi fra tradizione e modernità per fornire una risposta convincente all’inserimento di un fabbricato in un contesto sensibile. Evocando da un lato le tradizionali capanne in legno e paglia, con falde di copertura molto inclinate, che punteggiavano un tempo la zona, ma palesando la sua contemporaneità con la pulizia del volume, l’assenza delle sporgenze di gronda e l’unitarietà del rivestimento di parete e copertura. La progettazione ha dovuto tenere conto che il fabbricato sarebbe stato realizzato in auto-costruzione dal proprietario. La struttura è un telaio in legno di castagno irrigidito da pannelli in scaglie di legno orientate. Le strutture sono protette per durare nel tempo, il rivestimento esterno di sacrificio in sciaveri di castagno (scarti della lavorazione di segheria), coniuga il basso costo con la possibilità di ottenere una tessitura materica in grado di evocare un’elevata sensazione di naturalità. Utilizzata per la conservazione di legna e attrezzature per l’orticoltura della famiglia, è accessibile dai due lati corti, uno dei quali è protetto da un loggiato. L’elevata pendenza delle falde permette un proficuo utilizzo del sottotetto come rimessa. Processo di progettazione partecipato dalla committenza che si è fortemente autoidentificata nel risultato di riqualificazione architettonica e paesaggistica.

La Legnaia “Campo alla Cesta” rappresenta una piccola architettura che va a sostituire un precedente annesso precario di lamiera ponendosi nel paesaggio come sintesi fra tradizione e modernità per fornire una risposta convincente all’inserimento di un fabbricato in un contesto sensibile. Evocando da un lato le tradizionali capanne in legno e paglia, con falde di copertura molto inclinate, che punteggiavano un tempo la zona, ma palesando la sua contemporaneità con la pulizia del volume, l’assenza delle sporgenze di gronda e l’unitarietà del rivestimento di parete e copertura. La progettazione ha dovuto tenere conto che il fabbricato sarebbe stato realizzato in auto-costruzione dal proprietario. La struttura è un telaio in legno di castagno irrigidito da pannelli in scaglie di legno orientate. Le strutture sono protette per durare nel tempo, il rivestimento esterno di sacrificio in sciaveri di castagno (scarti della lavorazione di segheria), coniuga il basso costo con la possibilità di ottenere una tessitura materica in grado di evocare un’elevata sensazione di naturalità. Utilizzata per la conservazione di legna e attrezzature per l’orticoltura della famiglia, è accessibile dai due lati corti, uno dei quali è protetto da un loggiato. L’elevata pendenza delle falde permette un proficuo utilizzo del sottotetto come rimessa. Processo di progettazione partecipato dalla committenza che si è fortemente autoidentificata nel risultato di riqualificazione architettonica e paesaggistica.

Premio Architettura Toscana

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