L’intervento di recupero e di ampliamento della casa per soggiorni scout nella base Agesci “La Spianessa” ha consentito l’implementazione delle dotazioni igienico sanitarie e l’abbattimento delle numerose barriere architettoniche presenti. Il programma è stato attuato sia mediante una serie di opere all’interno del fabbricato colonico di remota costruzione sia mediante la realizzazione di un nuovo volume adiacente al fabbricato, dove hanno trovato luogo una nuova cucina industriale, nuovi servizi ed un vano tecnico. La volontà di rendere immediatamente leggibile l’intervento, rifuggendo facili e falsi esiti mimetici, ha suggerito la scelta di criteri tipologici e costruttivi propri della nostra Montagna ma in apparente contrasto con quelli dello storico casolare. La pulizia formale del nuovo volume, con struttura portante in calcestruzzo e acciaio, fronti intonacati, copertura a doppia falda inclinata rivestita con una lamiera brunita di rame ed un grande infisso sul fronte principale con portelloni scorrevoli in legno di castagno, garantisce la dovuta autonomia formale pur mantenendo un appropriato rapporto sia con il fabbricato storico, sia con il contesto ambientale.

Museo Ferrucciano

Il progetto del Museo Ferrucciano a Gavinana ha coinvolto la ristrutturazione del palazzo e il nuovo allestimento. Il Museo desueto per i servizi, per l’accessibilità, l’allestimento e l’estensione, è stato riprogettato di concerto con la Soprintendenza e con il Comitato Scientifico. La strategia progettuale ha messo a punto un palinsesto architettonico sul quale si sono innestate le varie discipline. Il progetto ha messo a norma l’accessibilità per tutte le utenze grazie all’introduzione dell’ascensore interno che collega i tre piani e il montascale esterno. L’importanza di questo piccolo museo nelle montagne pistoiesi risale nella centralità di Francesco Ferrucci, noto anche nell’Inno Nazionale Italiano. Il nuovo Museo ha inglobato il piano secondo del palazzo, precedentemente residenza e il piano seminterrato ove sono stati realizzati nuovi servizi igienici, accessibili anche dall’esterno durante manifestazioni pubbliche, e i depositi. Il progetto si caratterizza per elementi semplici: nuova pavimentazione in cotto, soffitti in legno dipinti in nero che prosegue su parti di pareti. Si va a comporre una sequenza di spazi, dove figura-sfondo fanno da nuovo contesto per la riorganizzazione dei pezzi esposti. Un Museo a vocazione didattica che ha coinvolto le associazioni locali: un’opera aperta di Comunità. Schermi digitali proiettano video e animazioni multimediali. L’allestimento in legno di rovere trattato naturalmente, si riallaccia idealmente alle palizzate difensive.

Museo Ferrucciano

Il progetto del Museo Ferrucciano a Gavinana ha coinvolto la ristrutturazione del palazzo e il nuovo allestimento. Il Museo desueto per i servizi, per l’accessibilità, l’allestimento e l’estensione, è stato riprogettato di concerto con la Soprintendenza e con il Comitato Scientifico. La strategia progettuale ha messo a punto un palinsesto architettonico sul quale si sono innestate le varie discipline. Il progetto ha messo a norma l’accessibilità per tutte le utenze grazie all’introduzione dell’ascensore interno che collega i tre piani e il montascale esterno. L’importanza di questo piccolo museo nelle montagne pistoiesi risale nella centralità di Francesco Ferrucci, noto anche nell’Inno Nazionale Italiano. Il nuovo Museo ha inglobato il piano secondo del palazzo, precedentemente residenza e il piano seminterrato ove sono stati realizzati nuovi servizi igienici, accessibili anche dall’esterno durante manifestazioni pubbliche, e i depositi. Il progetto si caratterizza per elementi semplici: nuova pavimentazione in cotto, soffitti in legno dipinti in nero che prosegue su parti di pareti. Si va a comporre una sequenza di spazi, dove figura-sfondo fanno da nuovo contesto per la riorganizzazione dei pezzi esposti. Un Museo a vocazione didattica che ha coinvolto le associazioni locali: un’opera aperta di Comunità. Schermi digitali proiettano video e animazioni multimediali. L’allestimento in legno di rovere trattato naturalmente, si riallaccia idealmente alle palizzate difensive.

L’edificio, a pianta rettangolare, è costituito da tre ambienti contigui e comunicanti: uno destinato alla cucina-cambusa; un secondo con carattere polifunzionale e l’ultimo occupato dai servizi. Esteticamente, il fabbricato si presenta come un poliedro a base rettangolare la cui sezione trasversale riproduce l’immagine elementare della casa con tetto a due falde. Per sottolineare questa forma primigenia i due lati minori sono stati rivestiti con una lamina brunita di rame, la stessa che ricopre il tetto a capanna. La scelta è stata dettata anche dalla necessità di proteggere efficacemente le murature, recuperando la pratica presente nel nostro Appennino di coprire con lamiere le facciate più esposte alle intemperie. Le due pareti lunghe, protette dalla sporgenza delle gronde, sono foderate con tavole di legno di abete al naturale; identica essenza per i portelloni delle aperture. La scelta di nascondere le componenti tecnologiche e dunque di concepire i canali di raccolta delle acque meteoriche come due fessure in prossimità delle gronde e di incassare i canali discendenti all’interno delle murature è stata dettata dalla volontà di far risaltare la pulizia formale del volume. La tecnica costruttiva adottata è la muratura portante. Questo nuovo edificio, pur rifacendosi a criteri tipologici e costruttivi propri della nostra Montagna, intende rifuggire facili e falsi esiti mimetici nella ricerca di un appropriato rapporto con il contesto ambientale.

La Malga

La sala polifunzionale del complesso delle Felci, si trova all’interno dell’oasi naturalistica WWF del Dynamo Camp (struttura dedita alla terapia ricreativa, in cui vengono ospitati bambini affetti da gravi patologie, in gruppo o accompagnati dalle famiglie). È stata ricavata dalla ristrutturazione di un lungo corpo di fabbrica, denominato La Malga, in origine destinato a stalla per bovini. Esigenze di tempi costruttivi particolarmente contenuti e la volontà del committente di realizzare un edificio a ridotto impatto ambientale e a basso consumo energetico, hanno stimolato la soluzione progettuale di una “struttura nella struttura”. Del fabbricato esistente rimanevano le sole murature esterne, quindi è stato deciso di inserire all’interno del perimetro murario una struttura prefabbricata in legno, con pareti a telaio e copertura su capriate leggere con tiranti metallici. Le altre esigenze erano quelle di avere una sala versatile e adatta a diverse funzioni (sala da pranzo, aula didattica, con predisposizioni anche per corsi di cucina, e sala conferenze) ma senza far palesare le numerose dotazioni impiantistiche necessarie. Tutti gli impianti corrono a pavimento, compresi i canali di mandata e di ripresa dell’aria, e si dipanano all’interno delle contropareti interne fino alle due cornici sommitali che corrono sui lati lunghi dell’aula. Gli infissi sono riquadrati da telai in legno che “incorniciano” vedute del bosco estremamente suggestive.

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