Palterer & Medardi Architecture

David Palterer

Percorso archeologico a Palazzo Medici Riccardi   


Allestimento | Interni


Durante i lavori di recupero degli ambienti sottostanti al “Cortile di Michelozzo” sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici che hanno reso necessario rivedere concettualmente il progetto nella sua complessità oltre alle opportune revisioni dei progetti impiantistico e strutturale. Le linee guida condivise tra la committenza, le soprintendenze e i progettisti hanno previsto di recuperare e quindi musealizzare l’intero “quadrilatero” che corrisponde al cortile, compresa la cosiddetta “Rampa dei Muli” accesso privilegiato ai locali sotterranei. Grandi lastre in acciaio Corten coprono la zona degli scavi: la loro divisione, oltre a configurare un disegno che ricalca il rilievo e le annotazioni degli archeologi, lascia intravedere, come e dove rinvenuti, i ritrovamenti di maggior rilevanza a testimoniare e “raccontare se stessi”. La valorizzazione passa dall’esposizione ragionata dei reperti, indispensabilmente mediata da un apparato didattico/didascalico attento alle “percezioni sensoriali” dei visitatori. Concentrando le teche in un’area dedicata è stato possibile organizzare i reperti non solo per la loro datazione e/o luogo di provenienza ma anche in un confronto comparativo con i grandi temi: la casa, la cucina, l’architettura, ecc. Una volta fruito l’insieme dei reperti l’approfondimento delle informazioni è affidato a uno strumento multimediale con display touchscreen, “estensione fisica” delle vetrine ma distinto in un momento di sintesi del percorso espositivo

Committenza

Città Metropolitana di Firenze

Indirizzo

via Cavour 1, Firenze

Progetto dal

2017

al

2019

Realizzazione dal

2018

al

2019

Opera Selezionata

Percorso archeologico   


Opera Selezionata

Allestimento | Interni


Le linee guida condivise tra la committenza, le soprintendenze e i progettisti hanno previsto di recuperare e quindi musealizzare l’intero “quadrilatero” sottostante il Cortile di Michelozzo, compresa la cosiddetta “Rampa dei Muli”, accesso privilegiato ai locali sotterranei. Grandi lastre in acciaio Corten coprono la zona degli scavi: la loro divisione, oltre a configurare un disegno che ricalca il rilievo e le annotazioni degli archeologi, lascia intravedere i ritrovamenti di maggior rilevanza come e dove rinvenuti, a testimoniare e “raccontare se stessi”. La valorizzazione passa dalla “messa in esposizione” ragionata dei locali recuperati oltre che dei reperti rinvenuti sul posto, mediata da un indispensabile apparato didattico/didascalico attento alle “percezioni sensoriali” e al coinvolgimento dei visitatori, da “contaminare” con un progetto di istallazioni d’arte contemporanea permanenti site specific di Fabrizio Plessi, evocatrici del fuoco e dell’acqua, temi ricorrenti nel percorso. Concentrando le teche in un’area dedicata di nuova acquisizione, è stato possibile organizzare i reperti non solo per la loro datazione e/o luogo di provenienza ma anche in un confronto comparativo con i grandi temi: la casa, la cucina, l’architettura, ecc. Una volta fruito l’insieme dei reperti, l’approfondimento delle informazioni è affidato a uno strumento multimediale con display touchscreen, “estensione fisica” delle vetrine ma distinto in un momento di sintesi del percorso espositivo

Committenza

Città Metropolitana di Firenze

Indirizzo

Museo Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1, Firenze

Progetto dal

2017

al

2019

Realizzazione dal

2018

al

2019

Sala del Dio Fluviale   


Allestimento | Interni


Il nuovo allestimento per il Dio Fluviale di Michelangelo, Salone delle Adunanze e Sala Accoglienza in Palazzo dei Beccai, sede dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Eliminati gli apparati delle precedenti mostre temporanee è emersa la forte identità architettonica della sala museale, valorizzata con interventi minimi: il tamponamento delle finestre, mantenute leggibili nelle tracce murarie, e un unico velo cromatico su pareti e volta, escludendo i capitelli in pietra. Il basamento ligneo “storicizzato” su cui poggiava il Dio Fluviale è stato racchiuso in una teca di vetro stratificato a richiamare uno specchio d’acqua, evocando l’iconografia della divinità e facendo apparire la scultura sospesa nello spazio. La teca è posata su uno skid metallico nel quale sono integrati quattro isolatori sismici, una tecnologia visibile solo nel distacco dal piano del pavimento. Quest’ultimo è realizzato in un getto unico di magnesite, prodotto innovativo dalle elevate prestazioni funzionali. L’illuminazione artificiale, progettata con Erco, utilizza sorgenti LED calibrate per valorizzare il bianco della scultura e controllare ombre e riflessi. La disposizione dell’opera invita il visitatore a muoversi attorno, creando relazioni visive con le altre opere cinquecentesche presenti. Lungo una parete la boiserie in noce include una seduta per la contemplazione. Anche il vicino Salone delle Adunanze è stato rinnovato con un sistema illuminotecnico flessibile adatto a mostre, conferenze e concerti. Il progetto si completa con interventi per la sicurezza idraulica (paratie mobili) e con nuovi spazi di accoglienza del pubblico, attrezzati con arredi su misura.

Committenza

Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Indirizzo

Palazzo dei Beccai, via Orsanmichele 4, Firenze

Progetto dal

2019

al

2024

Realizzazione dal

2019

al

2025

Progettisti

Studi e liberi professionisti partecipanti al Premio.

abp architetti

Alberto Becherini

abp architetti
Comune di Prato

Antonella Cacciato

Comune di Prato
AND Studio Architects

Andrea Mannocci

AND Studio Architects
23.quarantaquattro

Giovanni Marino

23.quarantaquattro
Premio Architettura Toscana

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