La committenza voleva realizzare una piscina nella campagna toscana: sin da subito abbiamo intuito i pericoli connessi a tale ambizione e quindi inteso sviluppare un intervento rispettoso del paesaggio, già purtroppo costellato di piscinette azzurre dalle forme stravaganti. L’idea che ci ha convinti mirava ad inserire la piscina in uno “scrigno nascosto”: l’antica stalla in disuso priva del tetto, accanto alla villa, che era “bloccata” in tale stato anche dalle prudenze della soprintendenza. Abbiamo quindi proposto di confermare lo stato dei luoghi, aperto verso il cielo senza i limiti di una copertura, e di inserire all’interno del perimetro murario esistente un “frigidarium”, ovvero la piscina, intesa come luogo di socializzazione “termale” all’ombra di mura in pietra. Semplici tagli murari in continuità con i serramenti pre-esistenti, protetti da portali in corten, hanno messo in comunicazione gli utenti della piscina con il paesaggio circostante. Il paesaggio in quel luogo è prezioso, aperto sulla collina di Buriano, con olivete e viali di cipressi che evocano le emozioni di Carducci. Per consentire alle future generazioni di cogliere ogni vibrazione emozionale… per noi è stato vitale non turbare il genius loci con stravaganze tropicaleggianti. Siamo molto soddisfatti: oggi la piscina ha restituito vita ad un luogo dimenticato, che in inverno si riconverte in limonaia, senza pregiudicare la bellezza del contesto paesaggistico in cui si inserisce. Less is more?

Premio Architettura Toscana

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