Academy

Attraverso una mutuazione formale della planimetria urbana della città di Firenze, della zona antistante la Galleria degli Uffizi, si genera l’organizzazione funzionale prima e formale dopo del progetto dell’Academy di Cammilli Gioielli. Uno spazio all’avanguardia interamente dedicato alla formazione del personale di vendita dei concessionari che rappresentano il brand nel mondo. Comprende spazi dedicati alla vendita, sale conferenze, aree con schermi interattivi, spazi espositivi e un raffinato ristorante con area degustazione di vini. Le sale tematiche si susseguono in un percorso fluido che permettono al visitatore di percepire l’essenza compositiva, caratterizzata da un repertorio materio attento alla tradizione degli scultori fiorentini del quattrocento che secondo quanto scrive Mary McCarthy in Le pietre di Firenze “…sono figli delle cave delle colline circostanti, dove si tagliava il macigno e la grigia pietra serena. Bianco, nero, grigio, bruno e bronzo sono i colori di Firenze, i colori della pietra e del metallo, gli elementi primigeni della natura da cui emersero a colpi di martello le prime civiltà”. La loro declinazione caratterizza i materiali del progetto: la pietra si alterna al vetro o all’acciaio con ritmi sempre pacati e con grande attenzione ai dettagli sia nella costituzione degli elementi parietali sia negli accostamenti dei diversi elementi materici, sfruttando la naturale morbidezza della luce che non fa mancare mai il suo apporto.

Ruffino 1877, marchio storico del vino italiano, intraprende un percorso di riposizionamento del brand. Questo processo passa attraverso la riqualificazione della sede storica di Poggio Casciano: un complesso articolato attorno alla Villa, con cantina, produzione e vendita, insieme a un wine resort, un ristorante e spazi degustazione. Trasformare un insieme eterogeneo e incoerente in una sede di rappresentanza, capace di esprimere con forza l’identità italiana e toscana del marchio, raccontando l’eleganza, la qualità e il carattere dei vini Ruffino. Spazio di intervento molto limitato: i lavori potevano essere eseguiti solo durante i mesi di chiusura invernale. B-ARCH propone un progetto che vuole essere al tempo stesso leggero e potente. Non modifica l’architettura esistente, ma lavora su due elementi essenziali: colore e luce. Ed una ricerca curatoriale che combina pezzi iconici del design italiano con design su misura. Il tema centrale è la messa in scena di un’identità italiana legata alla qualità, all’eleganza e allo stile di vita. La parola chiave è “sprezzatura”: quella capacità di esprimere raffinatezza senza ostentazione. Luce, colore e design si intrecciano evocando un immaginario profondamente italiano e toscano senza ricorrere a stereotipi, ma attraverso qualità artigianale e armonia tra design moderno e contemporaneo. All’esterno il progetto si completa con un nuovo giardino, luogo di piacevolezza che prolunga gli spazi interni aprendosi sulle vigne.

Il progetto è frutto della partecipazione ad un concorso, nel quale era posto a base di gara un progetto preliminare, rispetto al quale era richiesto di presentare delle modifiche. Il progetto è risultato vincitore della gara e la soluzione proposta e realizzata ha trovato un grande apprezzamento da parte della committenza. L’edificio del nuovo Ingresso costituisce il primo fondamentale impatto tra Ospedale ed utenza. Nella consapevolezza di quanto questo primo rapporto con la struttura sia fondamentale, il progetto nasce con la precisa volontà di dare una maggiore visibilità e protagonismo al nuovo Ingresso, rispetto a quanto ipotizzato nel progetto posto a base di gara, attraverso una spazialità generosa con un aggetto che ricuce i volumi sottostanti, scherma i prospetti vetrati e offre un luogo accogliente – e non solo di transito – dove poter sostare e socializzare. Gli spazi esterni protetti sono concepiti per creare uno spazio pubblico nel verde e, al tempo stesso, per comunicare una riconoscibile accoglienza che agevoli anche l’orientamento ed il wayfinding, in questo modo la nuova loggia ed il nuovo landscaping offrono protezione e massima accoglienza. La maggior caratterizzazione estetico architettonica del nuovo Ingresso dialoga con la struttura preesistente, ricercando una composizione spaziale e materica rivolta a riqualificare l’intero complesso.

Camere con vista

Lo spunto progettuale fonda il suo presupposto tematico e concettuale nella creazione ironica e metaforica di una volontà: il paesaggio, esito professionale dell’attività dell’azienda, diventa esso stesso immagine da ammirare e contemplare da un punto di vista privilegiato che ne esalti la percezione. Le immagini del paesaggio e le pedane espositive diventano il percorso illustrativo del portfolio aziendale. L’elemento di arredo si scopre elemento comunicativo, funzionale, percettivo e dalle finestre sul verde –“camere con vista”– vedo e faccio vedere le immagini selezionate dei paesaggio. Attraverso le ampie vetrate degli ambienti di lavoro e di riunione si percepisce un esterno da contemplare per mezzo di immagini ingigantite le cui dimensioni corrispondono esattamente alle pareti vetrate delle “camere” stesse. Condizionati dalla “piacevole ossessione” del controllo millimetrico dello spazio, dell’assemblaggio dei materiali e dei loro accostamenti, vengono di conseguenza esplorati anche gli angoli più lontani dall’ordinaria visione d’insieme. La continua ricerca di chiarezza del processo compositivo e costruttivo, unita alla volontà di progettare anche gli elementi più nascosti, concretizzano il desiderio di qualità generale e di benessere degli ambienti di lavoro. La materia –con le sue caratteristiche intrinseche e il suo protagonismo– è in grado di innescare profonde emozioni.

La dimora storica di impianto ottocentesco denominata Villa “Bellavista” si trova fra gli olivi della collina di Vicchio di Rimaggio. L’immobile, composto da garage interrato, due piani fuori terra, piano sottotetto e altana, è stato sottoposto negli ultimi anni ad un intervento di recupero con adeguamento del piano sottotetto agli standard abitativi. Sono i 160 mq di quest’ultimo piano con altana, ad essere oggetto dell’intervento di ristrutturazione e allestimento di interni, dove materiali identitari del luogo vengono declinati con richiami tipici dell’architettura toscana, attraverso lavorazioni e forme che si articolano tra classico e moderno. I pavimenti, realizzati su disegno da una ditta artigiana del luogo, sono in noce nazionale posato in quadrotte stile Versailles con bindello e fascia di aggiustaggio. I pavimenti dei bagni, con relativi lavabi e piatti doccia, realizzati anch’essi su disegno, posati e lucidati in opera, alternano materiali quali marmo bianco Carrara, Verde Guatemala, Nero Marquinia e Botticino per l’altana. Nel bagno del figlio, come in cucina, sono state posate delle cementine a richiamare gli stili talvolta floreali e alle volte geometrici delle pastine degli anni ’30. Il camino della cucina e la scala di collegamento con l’altana sono in pietra serena. Il camino del soggiorno, in marmo Calacatta macchia vecchia, diventa il fulcro della casa, dove raccogliersi per godere appieno della meravigliosa vista sulla cupola del Brunelleschi.

La dimora storica di impianto ottocentesco denominata Villa “Bellavista” si trova fra gli olivi della collina di Vicchio di Rimaggio. L’immobile, composto da garage interrato, due piani fuori terra, piano sottotetto e altana, è stato sottoposto negli ultimi anni ad un intervento di recupero con adeguamento del piano sottotetto agli standard abitativi. Sono i 160 mq di quest’ultimo piano con altana, ad essere oggetto dell’intervento di ristrutturazione e allestimento di interni, dove materiali identitari del luogo vengono declinati con richiami tipici dell’architettura toscana, attraverso lavorazioni e forme che si articolano tra classico e moderno. I pavimenti, realizzati su disegno da una ditta artigiana del luogo, sono in noce nazionale posato in quadrotte stile Versailles con bindello e fascia di aggiustaggio. I pavimenti dei bagni, con relativi lavabi e piatti doccia, realizzati anch’essi su disegno, posati e lucidati in opera, alternano materiali quali marmo bianco Carrara, Verde Guatemala, Nero Marquinia e Botticino per l’altana. Nel bagno del figlio, come in cucina, sono state posate delle cementine a richiamare gli stili talvolta floreali e alle volte geometrici delle pastine degli anni ’30. Il camino della cucina e la scala di collegamento con l’altana sono in pietra serena. Il camino del soggiorno, in marmo Calacatta macchia vecchia, diventa il fulcro della casa, dove raccogliersi per godere appieno della meravigliosa vista sulla cupola del Brunelleschi.

Premio Architettura Toscana

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