Il contesto in cui è inserito l’ampliamento è un terreno collinare tipico della campagna toscana, utilizzato a giardino privato, dove sono presenti rade alberature tradizionali quali ulivi e cipressi. La costruzione di un piccolo edificio ad un solo piano – ampliamento di un edificio monofamiliare realizzato negli anni Novanta, a cui è collegato da un corpo leggermente arretrato – è stata realizzata con l’utilizzo di tecniche di edilizia sostenibile che hanno garantito la classe energetica “A”. Il nuovo edificio è rivestito esternamente in doghe di legno ed ha una copertura piana ricoperta in ghiaia, mentre il corpo di collegamento con l’edificio preesistente è intonacato. L’intervento è stato poi completato dalla secondo corpo, interamente vetrato sui due lati liberi, con copertura leggera in tavolato di legno orizzontale. La struttura portante del corpo vetrato è in acciaio verniciato bianco mentre la struttura secondaria della copertura è realizzata con travetti in legno dal profilo allungato. L’altezza esterna ha permesso l’inserimento della costruzione al di sotto degli aggetti di gronda dei corpi di fabbrica preesistenti. Esternamente l’ampliamento è completamente circondato da un deck in legno. L’ampio aggetto della copertura in legno del corpo vetrato protegge i prospetti mentre a terra prosegue, anche internamente, la pavimentazione del deck in legno esterno.

Cantina vinicola

La cantina ipogea si sviluppa su un unico livello interrato, con una altezza interna di mt.3,50 che è la minima altezza per assicurare la funzionalità operativa; anche l’adiacente volume tecnico è completamente interrato, mentre l’area esterna compresa fra i due corpi sarà coperta con una pergola in ferro, La struttura è inserita all’interno di un rilievo del terreno, minimizzando l’impatto visivo e lasciando a vista solo il fronte d’ingresso, avremo pertanto una struttura completamente interrata. Il fronte d’ingresso che si arretra rispetto al muro a secco esistente, avrà la stessa tipologia di muro, realizzato con le pietre locali murate a secco e lasciate prive della stuccatura per alcuni centimetri. La cantina risulta così incassata nella collina ed il piano d’ingresso è abbassato rispetto alla quota strada di accesso, raccordandosi con una leggera rampa, accentuando l’effetto incasso e limitando la parte emergente dal suolo da 0 a circa cm. 70. Di fronte alle aperture si delimita in questo modo uno spazio di manovra utile durante le operazioni di vendemmia e di carico/scarico dei prodotti, che verrà sovrastato da una struttura a pergolato in ferro, tamponata superiormente per metà con vetro, in modo da proteggere le suddette operazioni di carico/scarico. Tutta la copertura della cantina è a verde orticolo, arbustivo e raso, esternamente al volume è stata ripristinata l’oliveta esistente, mentre il piazzale antistante la cantina verrà pavimentato con pietra locale.

Premio Architettura Toscana

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