Restauro | Recupero
Il progetto converte Podere Cerreto, all’origine una torretta di avvistamento medievale, in un centro di innovazione e ricerca sull'energia e la sostenibilità, rivelando la memoria e le tracce dei suoi otto secoli di storia, e aggiungendovi un nuovo capitolo legato all’ambiente e al futuro, in intenso dialogo con quelli precedenti. La Via Francigena, che oggi lambisce la proprietà, attraversava originariamente il podere: questo elemento di memoria è stato rivelato tramite un tappeto lineare di pietre di recupero e un taglio sul muro di recinzione (due lame di corten e lastre in travertino) che punta verso il Castello di Monteriggioni e crea un nuovo accesso. Tutte le preesistenze sono state restaurate con il massimo rispetto, lavorando per analogia sull’esterno e per contrasto sugli interni, dove i materiali della tradizione sono valorizzati dalle aggiunte contemporanee. Il vano a tutta altezza attraversato dalla scala semiellittica, metafora dell’energia, fornisce luce dai lucernari verso gli ambienti circostanti, tramite delle perforazioni nelle murature cerchiate in ferro calamina, che si ripetono per tutto l’edificio connettendo gli ambienti di lavoro e riquadrando i paesaggi interni, cosi come le finestre riquadrano quelli esterni. I muri non portanti sono stati sostituiti da pareti in vetro, mentre a pavimento una resina materica colore della foglia dell’olivo attraversa tutti gli spazi, riquadra tappeti in cotto di recupero e crea elementi di arredo.
Committenza
GESCO spaIndirizzo
strada di Strove 17, Monteriggioni, SienaProgetto dal
2016al
2018Realizzazione dal
2017al
2021Nuova Costruzione
I fiori di camomilla, sul lotto vuoto, ispirano un progetto come racconto per bambini. I genitori, combattuti tra il sogno di una casa innovativa e il fascino di un antico casale, innescano la ricerca di una architettura toscana nuova ma capace di ingaggiare l’emotività dei tanti che preferiscono l’architettura storica a quella contemporanea. Il progetto tenta un “calco della memoria” collettiva: suggestioni e forme archetipiche radicate nell’immaginario sono campionate e reinterpretate nella loro ricchezza e artigianalità. I volumi articolati tipici di borghi e casolari sono regolati da un rettangolo. Due registri materici del contesto, reinterpretati, sono separati da una linea orizzontale. Sotto, masse in pietra alberese a spacco si separano ad unire interni ed esterni. Sopra, una trama in cotto fatto a mano, ispirata alla tessitura di coppi e tegole, definisce un calco mono-materico di tetti a falde, e si apre in una “mandolata” che filtra la luce all’interno. Un asse trasversale perfora la casa, aprendo verso il giardino. Un asse longitudinale, nastro in cotto smaltato bianco, sale la scala, diventa ponte sul doppio volume, culmina in un cannocchiale verso il paesaggio. Gli spazi sono definiti come sequenza di scene, inquadrate tra compressioni ed espansioni in un crescendo narrativo cinematografico: dall’intimità della chiostra con l’olivo, alla luce vibrante del doppio volume, fino all’epilogo sul paesaggio di tetti scolpiti. Casa Camomilla è in classe energetica A.
Impresa Costruttrice
L’Edilcostruzioni srlIndirizzo
località Le Grazie, Colle di Val d Elsa, SienaProgetto dal
2015al
2017Realizzazione dal
2018al
2024Restauro | Recupero
Il progetto converte Podere Cerreto, all’origine una torretta di avvistamento medievale, in un centro di innovazione e ricerca sull'energia e la sostenibilità, rivelando la memoria e le tracce dei suoi otto secoli di storia, e aggiungendovi un nuovo capitolo legato all’ambiente e al futuro, in intenso dialogo con quelli precedenti. La Via Francigena, che oggi lambisce la proprietà, attraversava originariamente il podere: questo elemento di memoria è stato rivelato tramite un tappeto lineare di pietre di recupero e un taglio sul muro di recinzione (due lame di corten e lastre in travertino) che punta verso il Castello di Monteriggioni e crea un nuovo accesso. Tutte le preesistenze sono state restaurate con il massimo rispetto, lavorando per analogia sull’esterno e per contrasto sugli interni, dove i materiali della tradizione sono valorizzati dalle aggiunte contemporanee. Il vano a tutta altezza attraversato dalla scala semiellittica, metafora dell’energia, fornisce luce dai lucernari verso gli ambienti circostanti, tramite delle perforazioni nelle murature cerchiate in ferro calamina, che si ripetono per tutto l’edificio connettendo gli ambienti di lavoro e riquadrando i paesaggi interni, cosi come le finestre riquadrano quelli esterni. I muri non portanti sono stati sostituiti da pareti in vetro, mentre a pavimento una resina materica colore della foglia dell’olivo attraversa tutti gli spazi, riquadra tappeti in cotto di recupero e crea elementi di arredo.
Committenza
GESCO spaIndirizzo
strada di Strove 17, Monteriggioni, SienaProgetto dal
2016al
2018Realizzazione dal
2017al
2021Studi e liberi professionisti partecipanti al Premio.



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