LDA.iMdA architetti associati

Paolo Posarelli

Opera Menzionata

iTEK Showroom   


Opera Menzionata

Allestimento | Interni


È difficile credere che l’architettura sia principalmente “fermezza”, solida e granitica materia, capace di adattarsi alle molteplici variabili del vivere e rispondere alle innumerevoli esigenze della “società liquida”. In questo piccolo progetto per lo showroom di una società che si occupa di impianti domotici, si è indagato la possibilità dell’architettura di essere al tempo stesso “denotante” e “demarcante”, cioè la possibilità di definire gli spazi con demarcatori leggeri, penetrabili ma non modificabili. Il pretesto di questo gioco/esperimento è stato la richiesta della committenza di sfruttare un open space, esaltando con un nuovo progetto, le potenzialità della tecnologia domotica in tutti i suoi aspetti. Dovevamo cioè far passare il fruitore dallo spazio di una modesta situazione urbana di periferia ad uno spazio indoor attraente, rilassante, coinvolgente, far sentire il passaggio di dimensione e creare una predisposizione “all’ascolto”. Lavorare su una monocromia bianca è stata il primo elemento di svolta. Un colore neutro era la scelta ideale per proiettare qualsiasi combinazione della tecnologia RGB light. L’open space esistente, privo di qualsiasi valore architettonico è stato l’ulteriore elemento che ci ha spinto verso l’utilizzo di elementi di tessuto a sezione circolare per la configurazione di spazi interni. Questa scelta crea uno spazio morbido e pulito e valorizza al meglio la tecnologia esposta.

Committenza

ITEK srl

Impresa Costruttrice

MAZZONI STUDIO D'INTERNI

Indirizzo

largo Don Pino Puglisi, San Miniato, Pisa

Progetto dal

2012

al

2012

Realizzazione dal

2012

al

2013

Residenza sanitaria Casa Verde   


Restauro | Recupero


L’intervento intende recuperare e integrare un vecchio presidio già adibito ad orfanotrofio sito su una porzione di territorio collinare prossima al centro storico di San Miniato. Riattivandone le connessioni relazionali attraverso il riuso dei “vicoli carbonari” utilizzati fino al secolo scorso dai carbonai per portare il carbone in città ed attraverso il riutilizzo di percorsi nel bosco circostante il plesso per garantire la sorveglianza e la manutenzione dei versanti. Il progetto “Casa Verde”, così storicamente chiamata per la forte valenza sociale (Casa/orfanotrofio – Verde/immersa in un bosco di Lecci), è di fatto una ricerca di legami di fratellanza: 1_Con il bosco, per mezzo dello studio delle sfumature di colore che le foglie hanno nelle diverse stagioni; 2_Con le “ragazze ospiti”attraverso la rilettura dei loro lavori grafici riportati attraverso il lettering adesivo sulla facciata in vetro; 3_Con la città tramite il recupero dei “vicoli carbonai” (utili e necessari per la manutenzione dei versanti); 4_ Con la ricerca verso la luce naturale (filtro vano scala principale); 5_Con il vecchio paesaggio attraverso il mantenimento del filare secolare di cipressi tangenti alla struttura. 6_Con l’arte attraverso l’artista Mercurio-S17S71 che rileggendo il volto degli “ospiti” ha creato una collezione di opere contemporanee.

Committenza

IRCCS FONDAZIONE STELLA MARIS

Impresa Costruttrice

PAGANO CARMINE srl

Indirizzo

via Aldo Moro 18, San Miniato, Pisa

Progetto dal

2008

al

2010

Realizzazione dal

2010

al

2016

Opera Menzionata

Biolago   


Opera Menzionata

Spazi Pubblici | Paesaggio | Rigenerazione


Il progetto intende riattivare e sviluppare la presenza di due sorgenti termali, elementi essenziali del territorio sia dal punto di vista storico che sociale. Per questo il progetto è stato pensato, come un sistema di luoghi coinvolti dal movimento delle persone che, come l’acqua, entrano negli invasi per poi ritornare al percorso naturale. Come l’acqua calda delle due sorgenti si immette nella vasca superiore riscaldandola, così le persone dalla rampa d’ingresso scendono verso la balneazione naturale, incontrando i diversi cubi in policarbonato e legno che costituiscono i servizi (cassa, deposito, spogliatoio, bar, modulo invernale di accesso alla vasca). Con la balneazione l’acqua sorgiva e le persone entrano in contatto procedendo idealmente nella stessa direzione. Così dalla prima vasca, a una temperatura di 37°, le persone e l’acqua si spostano nel secondo invaso con una temperatura inferiore per poi tracimare metaforicamente nel laghetto naturale balneabile. L’invaso artificiale diviene naturale, l’acqua in eccesso ritorna al suo percorso, l’uomo conclude il suo cammino con la natura e nella natura. Il biolago è costituito da una zona balneabile, con acqua profonda, e da una zona di acqua bassa, dove sono state messe a dimora piante palustri, acquatiche e sommerse che svolgono un’azione fitodepurante e ossigenante. La loro funzione è incrementata dall’utilizzo di ghiaia e zeolite.

Committenza

Comune di Castelnuovo di Val di Cecina

Impresa Costruttrice

CLC

Indirizzo

Buca San Rocco, Castelnuovo di Val di Cecina, Pisa

Progetto dal

2008

al

2011

Realizzazione dal

2011

al

2015

CasaEsse   


Allestimento | Interni


Il progetto riguarda la ristrutturazione dell’interno di una porzione di fabbricato in cemento armato degli anni Ottanta. L’intento progettuale è stato quello di unificare l’ambiente creando uno spazio polifunzionale, dove l’elemento bagno, vissuto come salotto, è centrale nella composizione architettonica. Organizzazione e praticità sono le parole chiave del recupero, tutti gli spazi risultano omogeneamente interconnessi e l’utilizzo degli stessi materiali (legno, vetro e specchio) contribuisce a creare un senso di omogeneità. Le soluzioni degli arredi in MDU, interamente disegnati da LDA.iMdA design, sono strategici nel dimostrare che anche un piccolo appartamento con le scelte giuste di interior design, arredo, colori (total grey) e materiali è bello da vivere e da vedere.

Indirizzo

via Cilea, San Miniato, Pisa

Progetto dal

2016

al

2016

Realizzazione dal

2016

al

2016

VoipVoice Headquarters   


Nuova Costruzione


Il progetto VoipVoice si inserisce in quel filone di ricerca teso a riattivare zone produttive che hanno arrestato il loro processo di completamento a causa della crisi edilizia iniziata nel 2008. Il progetto si è posto vari obiettivi. Interrompere il rapporto di chiusura con lo spazio pubblico, aprendo lo spazio antistante l’edificio alla città. Filtrare, ma non nascondere, il lavoro che vi si svolge all’interno. Richiamare metaforicamente la rete digitale, elemento motore sia dell’attività di VoipVoice che della società contemporanea. Traguardare i fabbricati circostanti a favore di coni visivi verso il paesaggio delle colline. Ricercare l’innovazione, come innovativa è il tipo di attività che si svolge: commercializzazione, comunicazione e ricerca di servizi di rete voip. Creare un parallelismo tra luce, ombra e materia in modo da suscitare nei fruitori una positiva sensazione di stupore, meraviglia e divertimento. L’essenza del progetto si trova rapporto di continuità interno/esterno e nel rapporto di dissolvenza terra/cielo, come è evidente nel differente uso di materiali e colori negli spazi interni a piano terra e piano primo.

Indirizzo

via del lavoro, Montelupo Fiorentino, Firenze

Progetto dal

2017

al

2018

Realizzazione dal

2018

al

2018

Casa Verde   


Spazi Pubblici | Paesaggio | Rigenerazione


Il progetto intende riattivare e sviluppare, attraverso il recupero e l’integrazione di un vecchio presidio già adibito ad Orfanotrofio, una porzione di territorio a ridosso del centro storico collinare di una cittadina di origine medievale. La “Casa verde”, così storicamente chiamata fino a metà degli anni Cinquanta per la forte valenza sociale di orfanotrofio appunto e perché immersa in un bosco di “Quercus Ilex” (Lecci), è sempre stata punto di riferimento per San Miniato, per l’associazionismo e il volontariato, ed anche quando la Fondazione Stella Maris l’ha adibita a residenza sociale per disabili ospita essenzialmente ragazze affette da patologie di carattere neuropsichiatrico. Il progetto è di fatto una ricerca di legami di fratellanza. Con il bosco, per mezzo dello studio delle sfumature di colore che le foglie hanno nelle diverse stagioni, di cui la facciata ne raccoglie sotto una lettura contemporanea la valenza cromatica. Con le “ragazze ospiti” attraverso la rilettura dei loro lavori grafici riportati in editing sulla facciata in vetro. Con la città tramite il recupero dei “vicoli carbonai” (utili e necessari per la manutenzione dei versanti). Con l luce naturale (filtro vano scala principale). Con il paesaggio attraverso il vecchio filare secolare di cipressi tangenti alla struttura. Con l’arte attraverso l’artista Mercurio-s17s71 che rileggendo il volto degli “ospiti” ha creato una collezione di opere contemporanee.

Indirizzo

via Aldo Moro, San Miniato, Pisa

Progetto dal

2007

al

2016

Realizzazione dal

2012

al

2017

Opera Menzionata

Casa nell’orto   


Opera Menzionata

Nuova Costruzione


Nelle sue varie declinazioni l'abitare privato può cristallizzare la manifesta volontà di riappropriarsi di una dimensione perduta, la dimensione di una porzione di territorio residuale. In questo progetto la forma non è contesto, non è reinterpretazione della tradizione né ricerca di rapporti figurativi perduti. Si è cristallizzata l'aspirazione a una pratica della committenza: coltivare l'orto; e si è fatto con una forma pura che ha origine nella forma ancestrale del disegno infantile dei bambini della casa. Lo scopo precede la prassi metodologica di inserire architetture contemporanee in contesti territoriali fragili in modo da riattivarne, con nuove relazioni di prossimità, le potenzialità relazionali. Questo progetto rientra in quel filone di ricerca tesa a indagare come la sintesi figurativa di un'opera d'architettura sia spesso ricorsiva nell'attività di un architetto, e come essa stessa possa essere un elemento d'indagine indispensabile nel cercare risposte e/o modelli adeguati richiesti da una contemporaneità estremamente fluida e dinamica.

Indirizzo

San Miniato, San Miniato, Pisa

Progetto dal

2016

al

2019

Realizzazione dal

2018

al

2019

Naturart Village   


Spazi Pubblici | Paesaggio | Rigenerazione


Nella ridefinizione di un luogo dismesso è necessario partire dagli elementi rimasti e dal valore sociale dei fabbricati. L’intervento su una ex serra a Pistoia si colloca in un margine urbano che costeggia l’infrastruttura verso Prato, in un paesaggio segnato da vivai e piccole frazioni storiche. Con Naturart Village si è esplorata la possibilità di rigenerare un’area periurbana abbandonata riattivando relazioni e usi collettivi. Il punto di partenza è stato il Garden Tourism, diffuso nei paesi anglosassoni e oggi in crescita anche in Italia: un sistema serra/vivaio/parco pensato per avvicinare la cittadinanza, soprattutto i più giovani, alla natura, all’agricoltura e al verde ornamentale. Gli elementi guida sono stati la mixitè funzionale, il potenziamento dell’esposizione floro arborea, l’attivazione di iniziative culturali e la creazione di un parco urbano fruibile. La ristrutturazione della serra esistente e l’ampliamento espositivo hanno permesso di rigenerare un’area caratterizzata dal florovivaismo, integrando attività commerciali legate al food e realtà produttive locali. Un nuovo volume a doppia altezza ospita essenze di grande dimensione, offrendo una percezione di bosco indoor. Il complesso comprende due serre con tipologie diverse e accoglie showroom, spazi divulgativi, aree per meeting, ristorazione e vendita food, connesse da un parco anulare che organizza e integra le diverse funzioni.

Committenza

Società Agricola Giorgio Tesi Vivai ss

Indirizzo

via Toscana 101, Pistoia

Progetto dal

2015

al

2025

Realizzazione dal

2022

al

2025

Villino   


Restauro | Recupero


Il fabbricato è un tipico esempio di Villino Liberty, caratterizzato da un impianto a base quadrata che ha conservato la forma originaria. Le superfetazioni posteriori, aggiunte in epoca successiva, sono state eliminate per ripristinare l’assetto tipologico iniziale attraverso un percorso di ristrutturazione filologica. La demolizione delle superfetazioni ha consentito una ricomposizione coerente con i criteri degli altri fronti, evitando il falso storico e reinterpretando le relazioni interno esterno. Sono stati mantenuti i principi compositivi originari: assialità delle aperture, simmetria tripartita e recupero degli elementi decorativi come marcapiani e cantonali. Su questo prospetto si concentra l’intervento più significativo: l’inserimento di grandi aperture che instaurano un dialogo continuo tra gli spazi interni, la luce e il parco circostante. Per la riqualificazione del piano seminterrato è stato modellato il terreno creando un invaso inerbito che ne migliora l’illuminazione naturale. Anche la ridefinizione degli spazi interni mantiene la tripartizione planimetrica originaria, con lievi modifiche funzionali. Fulcro del progetto è la nuova scala interna, interamente metallica e ispirata geometricamente a quella storica, si apre assialmente verso il parco. Le pavimentazioni sono state reinterpretate integrando quelle esistenti. Infine, i nuovi servizi igienici sono stati ricollocati negli androni dei piani nobili, ripristinando adeguati spazi di ingresso e attesa.

Indirizzo

, San Giuliano Terme, Pisa

Progetto dal

2020

al

2023

Realizzazione dal

2021

al

2023

Casa sotto la nuvola   


Nuova Costruzione


Nell’ideazione della Casa sotto la nuvola, l’approccio progettuale ha privilegiato una ristrutturazione ricostruttiva non fedele al fabbricato preesistente, affrontando la complessità dell’inserimento nel paesaggio collinare toscano. L’edificio è stato concepito per ridurre l’impatto visivo sulla viabilità storica della Francigena, orientando il progetto lungo la perpendicolare al crinale secondo un asse nord-sud. I criteri guida hanno riguardato l’immersione nel paesaggio tramite rapporti interno esterno definiti da cannocchiali ottici, l’uso di geometrie stereometriche che reinterpretano il manufatto originario, la continuità visiva degli spazi esterni, la preservazione della vegetazione autoctona e cromie coerenti con il contesto rurale. Particolare attenzione è stata dedicata alla percezione del volume nel paesaggio, calibrando pieni e vuoti per ottenere un equilibrio controllato. I due corpi volumetrici, separati ma connessi da un percorso loggiato assiale, garantiscono privacy tra dépendance e fabbricato principale, mantenendo la memoria del sedime storico attraverso un linguaggio contemporaneo. Negli alzati si conserva l’archetipo della casa, un rettangolo sormontato da un triangolo, enfatizzato dal cannocchiale ottico verso valle e dallo sbalzo terminale che genera uno spazio coperto antistante il living. La distribuzione interna riprende la logica di Mies Van Der Rohe, con la zona notte al piano terra e la zona giorno al livello inferiore.

Indirizzo

, San Miniato, Pisa

Progetto dal

2017

al

2024

Realizzazione dal

2018

al

2024

Voip Voice Headquarter   


Allestimento | Interni


Concept per un luogo di lavoro flessibile. L’edificio completato nel 2018 viene oggi riletto nel suo piano terra, uno spazio rimasto più neutro e meno definito rispetto al resto. L’intervento nasce dalla volontà di dare a questo livello una nuova identità, rendendolo riconoscibile e coerente con la vita quotidiana dell’azienda. Lo spazio originario era caratterizzato da una forte neutralità materica: cemento, metallo, superfici grigie. Su questo fondale essenziale il progetto introduce il colore come strumento capace di organizzare lo spazio e definire nuove gerarchie funzionali. Il colore non è decorazione, ma dispositivo che genera luoghi. Blu e verde, ispirati al cielo e al bosco, costruiscono un paesaggio interno che accompagna le diverse modalità d’uso. Il blu introduce calma e concentrazione nelle aree operative, mentre il verde, associato a equilibrio e rigenerazione, caratterizza la sala polivalente, pensata come luogo di incontro e sosta. Attorno a questo sistema cromatico si articolano le funzioni: la cucina preesistente destinata ai momenti informali; i due spazi di lavoro individuati dai volumi blu e grigio; la sala polivalente verde, aperta a usi flessibili. La nuova reception, definita da un volume blu compatto e riconoscibile, stabilisce il primo punto di relazione con l’azienda e dialoga con gli altri elementi cromatici. Il piano terra diventa così un paesaggio operativo in cui colore, luce e trasparenze costruiscono un sistema capace di sostenere lavoro, incontro e pausa.

Committenza

Voip Voice srl

Indirizzo

via del Lavoro 8, Montelupo Fiorentino, Firenze

Progetto dal

2024

al

2026

Realizzazione dal

2025

al

2026

Progettisti

Studi e liberi professionisti partecipanti al Premio.

23.quarantaquattro

Giovanni Marino

23.quarantaquattro
AND Studio Architects

Andrea Mannocci

AND Studio Architects
abp architetti

Alberto Becherini

abp architetti
Comune di Prato

Antonella Cacciato

Comune di Prato
Premio Architettura Toscana

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