GTA architettura

Nicola Becagli

Museo di San Salvatore   


Restauro | Recupero


San Salvatore è un tipico esempio di chiesa ad aula di impianto romanico, collocata all’interno del nucleo più antico della città, già attestata da fonti storiche fin dal 979 e da alcuni autori ritenuta la prima chiesa edificata in città. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, dal 1807 fu chiusa al culto e da quel momento pressoché inutilizzata. Il programma per il suo recupero prevedeva la realizzazione di uno spazio museale che riuscisse a sfruttare al meglio le ridotte superfici a disposizione, che fosse accessibile nei confronti dei portatori di handicap e consentisse un’ampia elasticità nella gestione degli impianti tecnologici. Il progetto è stato impostato sulla base di un doppio registro; il primo, più propriamente legato al restauro e focalizzato sul ripristino degli elementi strutturali e decorativi degradati, sia interni che esterni. Il secondo si è concentrato sulla valorizzazione delle qualità spaziali dell’edificio con l’introduzione di nuovi elementi architettonici per la definizione degli spazi idonei alle nuove funzioni e sul corretto inserimento di nuovi impianti e dotazioni tecnologiche. Si sono adottate soluzioni architettoniche e compositive ben riconoscibili, chiaramente leggibili come nuova, ulteriore, stratificazione nel corpo antico della chiesa e utili a conferire una nuova immagine all’antico monumento. Nel rispetto della preesistenza storica, le soluzioni tecniche e i dettagli elaborati rendono l’intervento completamente reversibile.

Committenza

Fondazione Caript

Indirizzo

via Tomba di Catilina, Pistoia

Progetto dal

2015

al

2016

Realizzazione dal

2017

al

2022

Museo di San Salvatore   


Allestimento | Interni


Il museo ci deve essere ma, come il maggiordomo, non si deve vedere. Dice Mario Vargas Llosa. E’ quello che si è cercato di fare nella chiesa romanica di San Salvatore che era chiusa al pubblico da due secoli. A parlare deve essere innanzi tutto l’architettura. Chi ne varca la soglia è sollecitato a guardarne il volume, le linee, la luce. Difficilmente si resta insensibili a un’architettura come questa. Il percorso espositivo interpreta e comunica i dati emersi dal cantiere di restauro: dai resti archeologici agli affreschi riaffiorati dopo le scialbature, fino alla leggenda di Catilina legata all’edificio. L’allestimento museale è stato pensato a servizio del luogo e non viceversa. Non ha cercato, però, di mimetizzarsi, ma di comunicare apertamente la sua funzione nel rispetto dell’ambiente in cui si colloca. Non si sono utilizzati testi informativi e didascalie per non creare interferenze visive con la pulizia del disegno del monumento. Il visitatore trova una guida di sala personale nella lingua di preferenza. Il design dei supporti espositivi e multimediali valorizza la spazialità dell’aula e il dialogo con il contesto storico attraverso arredi dalle geometrie essenziali, realizzati in acciaio corten e vetro. Il corten, materico e strutturale, definisce una presenza fisica forte e riconoscibile, mentre il vetro, trasparente e immateriale, ospita proiezioni interattive che ampliano l’esperienza del visitatore, in equilibrio tra fisicità del monumento e dimensione digitale.

Committenza

Fondazione Caript

Indirizzo

via Tomba di Catilina, Pistoia

Progetto dal

2017

al

2017

Realizzazione dal

2017

al

2022

Progettisti

Studi e liberi professionisti partecipanti al Premio.

23.quarantaquattro

Giovanni Marino

23.quarantaquattro
AND Studio Architects

Andrea Mannocci

AND Studio Architects
Comune di Prato

Antonella Cacciato

Comune di Prato
abp architetti

Alberto Becherini

abp architetti
Premio Architettura Toscana

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