La spa nasce all’interno dell’Hotel Grandvca di Grosseto, una struttura ricettiva di categoria quattro stelle. È stata concepita nella zona seminterrata dell’albergo, dove vi era un ampio spazio di circa trecento metri quadri una volta dedicata a garage. Il fulcro del centro benessere è la piscina, posizionata tra gli elementi strutturali dell’edificio costituiti da una serie di pilastri in cemento armato. Attorno a questa si sviluppano tutte le altre funzioni: il percorso con docce emozionali, il bagno turco, la sauna finlandese, la zona relax. Mentre in una zona soprelevata (filo piscina) si trova il percorso Kneipp, e separata da vetrata per evitare interferenze è stata posizionata l’area fitness. A causa delle travi rovesce della fondazione, una parte della piscina è stata realizzata fuori terra. L’accesso avviene attraverso una scala “nascosta” frontale all’ingresso, che serve anche la zona Kneipp. Al fine di sfruttare al massimo gli spazi e ampliare la piscina, tra i pilastri sono state inserite le sedute con getti per l’idromassaggio e getto cervicale, mentre una lama di acqua accentua l’apparato scenografico della parete di fondo. I pilastri sono stati collegati da “travi” a formare dei portali quasi fossero delle quinte e, ad enfatizzare l’effetto dei riquadri con luci perimetrali. Per la pavimentazione e il rivestimento è stato stato scelto un grès porcellanato effetto travertino di due tonalità dal beige al grigio come pure le pareti che si attestano sulla medesima tonalità.

Sala Don Zeno

La sala polivalente”Don Zeno”è stata realizzata a Nomadelfia,una località a pochi chilometri da Grosseto,abitata da una comunità cattolica,organizzata in Gruppi Familiari,che vuole costruire una nuova civiltà fondata sul Vangelo ed è aperta all’accoglienza di figli in affido.Il padre fondatore di Nomadelfia è Don Zeno Saltini,un sacerdote di Carpi che,dopo varie vicissitudini,ha trasferito la comunità da Fossoli,dove era nata,a Batignano,nella Maremma Grossetana.La sala polivalente prende il nome del fondatore ed è destinata ad accogliere le attività collegate alla vita ed alle necessità degli abitanti.La sala,infatti,oltre che luogo di culto,dovrà ospitare convegni, riunioni,celebrazioni,eventi musicali e teatrali,come le famose”Serate di Nomadelfia”,spettacolo di balli e danze interpretato dai ragazzi e dalle ragazze di Nomadelfia e rappresentato ogni anno in varie località italiane per far conoscere il messaggio di Don Zeno.Per questo motivo e per l’importante funzione assegnata a questi spettacoli,il padre fondatore aveva sempre sognato di poter realizzare a Nomadelfia un teatro tenda,per dare una sede più stabile alle”serate”e poter ospitare all’interno della Comunità eventi e manifestazioni.Il linguaggio architettonico adottato nella progettazione si ricollega a questa tradizione di Nomadelfia,alle strutture circolari o semicircolari, quasi sempre temporanee e mobili,che hanno fino ad oggi ospitato le “Serate” e gli eventi più significativi della Comunità.

Premio Architettura Toscana

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