Museo di San Salvatore   


Allestimento | Interni


Il museo ci deve essere ma, come il maggiordomo, non si deve vedere. Dice Mario Vargas Llosa. E’ quello che si è cercato di fare nella chiesa romanica di San Salvatore che era chiusa al pubblico da due secoli. A parlare deve essere innanzi tutto l’architettura. Chi ne varca la soglia è sollecitato a guardarne il volume, le linee, la luce. Difficilmente si resta insensibili a un’architettura come questa. Il percorso espositivo interpreta e comunica i dati emersi dal cantiere di restauro: dai resti archeologici agli affreschi riaffiorati dopo le scialbature, fino alla leggenda di Catilina legata all’edificio. L’allestimento museale è stato pensato a servizio del luogo e non viceversa. Non ha cercato, però, di mimetizzarsi, ma di comunicare apertamente la sua funzione nel rispetto dell’ambiente in cui si colloca. Non si sono utilizzati testi informativi e didascalie per non creare interferenze visive con la pulizia del disegno del monumento. Il visitatore trova una guida di sala personale nella lingua di preferenza. Il design dei supporti espositivi e multimediali valorizza la spazialità dell’aula e il dialogo con il contesto storico attraverso arredi dalle geometrie essenziali, realizzati in acciaio corten e vetro. Il corten, materico e strutturale, definisce una presenza fisica forte e riconoscibile, mentre il vetro, trasparente e immateriale, ospita proiezioni interattive che ampliano l’esperienza del visitatore, in equilibrio tra fisicità del monumento e dimensione digitale.

Committenza

Fondazione Caript

Indirizzo

via Tomba di Catilina, Pistoia

Progetto dal

2017

al

2017

Realizzazione dal

2017

al

2022



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