Il Giardino Verticale è un intervento di rigenerazione urbana attuato mediante demolizione di un edificio preesistente e la realizzazione del nuovo edificio di 4 piani fuori terra, caratterizzato dalla massiva presenza di verde, sia sulle facciate che nello spazio libero posto a terra. È articolato in due corpi di fabbrica impostati su un basamento dedicato a locali di servizio e spazi condominiali. Il volume superiore è stato “separato” in due blocchi per diminuirne l’impatto volumetrico al fine di lasciare visuali libere agli edifici circostanti preesistenti ed e’ dotato di diaframmi continui realizzati con verde rampicante, impostato in un sistema di fioriere integrate nelle terrazze che si sviluppano perimetralmente a tutti gli appartamenti. La natura si integra con il costruito e nel panorama edilizio circostante questo edificio è diventato un vero e proprio “landmark” urbano offrendo ai propri abitanti spazi esterni in cui è possibile stabilire relazioni uomo/natura inusuali per interventi edilizi realizzati in un comparto urbano: un verde progettato e studiato come elemento estetico e come strumento per il miglioramento urbano andando ad intervenire sulla qualita’ dell’aria mediante l’assorbimento di grandi quantita’ di CO2 . Residenza e natura si fondono in un unicum in linea con le più recenti tendenze dell’architettura urbana sostenibile, date le proprieta’ di termoregolazione delle piante nel periodo estivo rispetto alle facciate delle unita’ immobiliari.
Questa mostra è uno dei quattro progetti speciali che hanno arricchito la sesta edizione della Biennale di Architettura di Pisa 2025. L’architetto Massimo Del Seppia, curatore della mostra, ha detto: “Paolo Riani rappresenta una visione totalizzante dell’essere architetto, dove la vita coincide con l’architettura; le sue esperienze di fotografo, viaggiatore, politico e intellettuale ne sono la conferma. Considero la sua frase “la mia via è per l’architettura” una strada da seguire per ogni giovane che si affacci a questo mestiere che richiede dedizione, studio e passione assoluta per assolvere al ruolo che ogni architetto ha nei confronti dei luoghi in cui è chiamato a operare.” Gli spazi del Bastione del Parlascio nelle mura di Pisa non sono facili da interpretare: grandi ambienti voltati con altezze fino a 7 metri collegati fra di loro da stretti tunnel in un succedersi sorprendente di emozioni. Le sale hanno una loro corrusca bellezza che racconta storie di secoli fa quando erano usati per scopi militari e di difesa della città. Non si possono toccare le pareti, niente può pendere dai soffitti voltati. Allora si è deciso di costruire un sistema continuo realizzato con travetti in legno colorati. Un sistema autoportante che ha permesso di esporre i sessanta modelli e altrettanti pannelli e un centinaio di immagini. La teoria degli espositori colorati che si snoda per tutte le sale è risultata capace di animare i grandi spazi in un sorprendente rapporto dialettico.
Il Giardino della Rimembranza è il progetto di una nuova struttura cimiteriale realizzata all’interno del Cimitero Suburbano di Pisa, la cui costruzione risale alla meta’ dell’800. Posto in adiacenza all’edificio del recente fabbricato del forno crematorio, la struttura è caratterizzata da un porticato che si sviluppa con andamento a “C” sotto il quale trovano posto i cinerari e gli ossari, intorno a una zona a verde e che si conclude con la zona dedicata alle cerimonie di dispersione delle ceneri. Il grande piazzale di ingresso ha la funzione di raccordo tra il porticato e la Sala del Commiato, posta all’interno dell’edificio storico. La struttura del porticato è stata realizzata in carpenteria metallica , rivestita con carter in acciaio Corten ,mentre la pavimentazione è in cemento architettonico con ricorsi in marmo. Il Giardino, nel suo complesso, risulta essere un luogo di quiete e di riflessione, un luogo dove la nuova struttura architettonica dona equilibrio grazie alle forme pulite e proporzionate a misura d’uomo.
Recupero dell’area delle mura medievali. L’area è a Pisa ed è compresa fra via Ninio Bixio e via Cesare Battisti. Per tutta la sua lunghezza è attraversata dalle mura medievali, salvo un piccolo tratto nella parte centrale, che fu demolito agli inizi del ‘900 per l’insediamento della ferrovia, successivamente dismessa. In seguito questo spazio urbano fu utilizzato come parcheggio dei pullman ed infine abbandonato, creando una frattura fra due quartieri della città, non più collegati. L’intervento ha “ricucito” questa frattura e recuperato un’area dismessa, configurandola come un parco urbano fra due quartieri significativi della città con panchine, spazio giochi per bambini ed aree dedicate alla ginnastica ed al relax; il tutto all’interno di una dotazione di verde piuttosto importante, 19.000 mq di prato con cespugli ed alberi ad alto fusto. Il recupero oltre che allo spazio verde sarà esteso all’edificio dell’ex stazione degli autobus, che sarà alienato e ristrutturato per una nuova funzione; in una seconda fase di intervento, verranno inoltre restaurate anche le mura medievali e realizzato un percorso in quota con una passerella in ferro, in corrispondenza della parte demolita.
Con il Piano regolatore del 1876 nasce la cittadina balneare di Marina di Pisa. Tre piazze, due semicircolari ed una rettangolare oltre un grande slargo a nord,si affacciano su una strada che corre parallelamente al mare. L’intervento,attraverso la rigenerazione delle piazze Baleari, Gorgona e Sardegna e dello slargo Viviani tende ad innescare un processo di rigenerazione urbana dell’intero litorale. Il recupero delle piazze esistenti si è basato sulla ri-funzionalizzazione di spazi verdi per lo più inutilizzati, con l’introduzione di arredi e spazi gioco per bambini, mentre nella nuova Piazza Viviani, priva di una definizione urbana, gli spazi sono stati identificati utilizzando i pochi segni storici evidenti;lo “slargo” è stato suddiviso in un’area rettangolare, analoga a piazza Gorgona, con uno spazio per gli spettacoli,evocativo del Piano del 1892, ed un’area triangolare alberata destinata a parcheggio. L’evidenza del sistema è data principalmente dagli elementi ricorrenti nelle piazze che generano una matrice facilmente ripetibile: i filari di tamerici, la pavimentazione in calcestruzzo architettonico, la pista ciclabile, nonché gli arredi e la nuova illuminazione. A regime, come evidenziato nel plastico di progetto, nei tratti stradali pedonalizzati fra le 4 piazze il completamento degli elementi sopradetti, creerà un continuo con le piazze rigenerando un lungomare e facendolo diventare una vera attrattiva turistica e abitativa.
Il progetto dell’edificio “vasca per gli esperimenti idraulici e monumento a Galilei” dell’Arch. Giovanni Michelucci – Ripristino e Rigenerazione fa parte integrante e sostanziale del progetto complessivo PNRR – M5, C2, A2, I2.1- Progetto di rigenerazione urbana “riqualificazione parco urbano e archeologico della Cittadella piazza Terzanaia”. Per il concorso del PAT 2026 candido il progetto dell’edificio citato in quanto terminato nel periodo indicato nel bando. L’edificio è situato all’interno del parco della Cittadella Vecchia che dispone di zone fruibili differenziate, dalla zona archeologica con i reperti della Pisa medievale, al padiglione centrale del parco costituito dalla cavea per gli spettacoli, all’area ludica inclusiva per i bambini, ai boschetti e filari alberati che creano zone d’ombra gradite nelle stagioni estive ed infine gli antichi Arsenali per la promozione culturale e turistica della città. L’edificio esistente è stato oggetto di interventi miglioramento sismico, la parte di nuova costruzione con struttura mista calcestruzzo armato e carpenteria metallica, sono stati realizzati gli impianti tecnologici per l’agibilità, e l’intervento è conforme ai CAM ed al DSNH. L’edificio rigenerato avrà la funzione di ristoro e di relazione e contribuirà alla proposta storica, culturale e ambientale che l’area della Terzana contemporanea potrà offrirà ai fruitori, ma sarà anche un attrattore per le attività commerciali attraverso attività, tipo caffè letterario.
‘ICONIC beauty’ si sviluppa su una superficie di 47 mq. per un’altezza di 340 cm. Il volume si contraddistingue da ampie aperture – due per ogni lato affacciante su strada – e da un imponente trave trasversale mediano rispetto al vano atto a sostenere l’impalcato del piano primo. La strategia progettuale di ripartizione dello spazio minimo deve tenere conto delle funzioni richieste per le specifiche pratiche di lavoro. L’impianto distributivo trae spunto dalla particolare conformazione degli infissi ad impianto triangolare, unica preesistenza caratterizzante questo interno. Il tema geometrico della raggera assurge dunque a sistema distributivo ordinatore fondamentale: le linee concorrono al vertice prossimo agli ingressi e stabiliscono, secondo un criterio gerarchico di successione spaziale e funzionale, la posizione dell’area di attesa con il guardaroba, della ricezione, con banco integrato nel dispositivo scenografico del mobile espositore, delle aree dei trattamenti estetici ed infine dei servizi (bagno, antibagno e ripostiglio-spogliatoio). L’elemento monolitico del mobile, attrezzato su tutte le facce con ripiani e comparti inferiori, posto a divisione tra lo spazio pubblico da quello riservato ai trattamenti, diviene il dominio della nuova organizzazione spaziale. Al contempo diviene oggetto emblematico evidenziandosi dall’esterno grazie alla sua favorevole posizione visibile dalle vetrine affaccianti sui percorsi principali.
Il progetto prevede la realizzazione di un edificio produttivo per la cantieristica navale nell’area di Porta a Mare, a Pisa, inserito in un contesto caratterizzato da infrastrutture portuali e insediamenti esistenti. L’intervento si pone in continuità con tale ambito, reinterpretando l’architettura industriale contemporanea attraverso una composizione chiara, riconoscibile e coerente, capace di coniugare funzionalità, identità e qualità spaziale. L’impianto planimetrico è concepito come un grande spazio unitario, privo di partizioni interne salvo per gli ambienti di servizio, organizzato secondo una maglia strutturale prefabbricata in cemento armato. Tre impalcati aperti verso l’area produttiva consentono a tecnici e armatori di supervisionare le lavorazioni e l’avanzamento delle imbarcazioni dai vari livelli. La copertura è caratterizzata da sistemi di illuminazione zenitale a shed, che garantiscono luce naturale diffusa e controllata, migliorando le condizioni operative e il comfort interno, e integrano un impianto fotovoltaico da 250 kW ca. Il linguaggio architettonico ricerca un equilibrio tra essenzialità formale ed elementi identitari: il volume è definito da superfici in calcestruzzo scandite da ampie aperture che evocano il profilo delle imbarcazioni. Le facciate richiamano le tonalità dell’ambiente marino, favorendo l’inserimento nel contesto, mentre le sistemazioni esterne, con ampi spazi vegetativi, completano l’intervento migliorando la qualità ambientale.
Il progetto prevede la realizzazione di un edificio produttivo per la cantieristica navale nell’area di Porta a Mare, a Pisa, inserito in un contesto caratterizzato da infrastrutture portuali e insediamenti esistenti. L’intervento si pone in continuità con tale ambito, reinterpretando l’architettura industriale contemporanea attraverso una composizione chiara, riconoscibile e coerente, capace di coniugare funzionalità, identità e qualità spaziale. L’impianto planimetrico è concepito come un grande spazio unitario, privo di partizioni interne salvo per gli ambienti di servizio, organizzato secondo una maglia strutturale prefabbricata in cemento armato. Tre impalcati aperti verso l’area produttiva consentono a tecnici e armatori di supervisionare le lavorazioni e l’avanzamento delle imbarcazioni dai vari livelli. La copertura è caratterizzata da sistemi di illuminazione zenitale a shed, che garantiscono luce naturale diffusa e controllata, migliorando le condizioni operative e il comfort interno, e integrano un impianto fotovoltaico da 250 kW ca. Il linguaggio architettonico ricerca un equilibrio tra essenzialità formale ed elementi identitari: il volume è definito da superfici in calcestruzzo scandite da ampie aperture che evocano il profilo delle imbarcazioni. Le facciate richiamano le tonalità dell’ambiente marino, favorendo l’inserimento nel contesto, mentre le sistemazioni esterne, con ampi spazi vegetativi, completano l’intervento migliorando la qualità ambientale.
Il bastione del Parlascio è stato realizzato a ridosso di una delle porte di accesso alla città, facente parte della cinta muraria del XII secolo, che ha subito numerosi interventi di ampliamento. I primi interventi riguardarono la costruzione di una torre portaia del 1320 e di un’antiporta eretta nel 1324, la costruzione di un fortilizio su progetto del Brunelleschi a partire dal 1435 e la costruzione del bastione di Nanni Ungaro eretto tra il 1542 e il 1544. Il bastione perse la sua funzione difensiva nel corso del XVIII secolo, quando venne utilizzato come deposito per il ghiaccio; successivamente durante l’ultimo conflitto, a seguito di modifiche, la struttura è stata usata come rifugio antiaereo. Dagli anni 60 agli anni 90 del secolo passato la struttura è stata usata come autofficina. Il bastione del Parlascio, che è parte integrante e sostanziale del progetto mura, è situato in prossimità dell’area archeologica delle Terme Romane, sul prolungamento dell’asse pedonale di Borgo Stretto e Borgo Largo, risulta un punto strategico dal punto di vista dell’interesse architettonico e dal punto di vista dell’accessibilità al percorso in quota alle mura urbane, in quanto al suo interno è previsto uno dei punti di salita. Il complesso architettonico con il restauro e recupero garantisce un’accoglienza turistica al suo interno con l’utilizzo degli spazi per informazioni, sosta, mostre; inoltre consentirà il suo attraversamento interno con un percorso pedonale pubblico.
Oggetto della presente proposta è la realizzazione di una sala multifunzionale nel Comune di Pisa, quartiere “I Passi”, nell’ambito del progetto “PIU” (PIANI DI INNOVAZIONE URBANA), che ha lo scopo di dotare la comunità di uno spazio che diventi luogo di incontro, di scambio e di arricchimento personale e collettivo. L’edificio ha la funzione principale di auditorium fruibile sia dal quartiere che dall’intera città, ma come già detto, si configura come uno spazio multifunzionale. Nella fase di studio sono stati presi a riferimento gli edifici presenti nel quartiere ed è emerso che la gran parte dei fabbricati esistenti sono di natura residenziale e realizzati con mattoni facciavista, mentre il complesso parrocchiale del quartiere è un edificio dalle forme nette e squadrate in calcestruzzo armato, che quindi si distingue dal resto dell’edificato rendendolo facilmente identificabile. L’area oggetto dell’intervento si colloca a nord di Pisa in un’area a prevalenza residenziale di origine popolare derivante principalmente da una lottizzazione INA Casa degli anni 50 e 60. Nel quartiere sono presenti i principali servizi: la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, la chiesa ed un complesso sportivo. Il volume della sala polivalente è articolato su due piani fuori terra; il piano terra è realizzato su strutture puntiformi, offrendo così un porticato ed una piazza coperta dalla quale si accede al piano primo, dove si è ubicata la sala che ha una disponibilità di 120 posti.
Il complesso industriale sede della società “Pharmanutra S.p.a.” è stato realizzato nella zona nord del comune di Pisa nel 2023. Le dimensioni lotto sono 11.885 mq. La Superficie utile lorda è di 3095,49 mq. L’impianto ha sostituito edifici industriali dismessi, con il recupero di uno di essi per il settore produttivo. Il nuovo fabbricato ospita le funzioni direzionali. L’edificio si sviluppa su due piani: Il piano primo: un parallelepipedo, sostenuto da due travi “Warren” laterali che permettono di avere un ponte di circa 22 mt nel collegamento con l’edificio della produzione mentre, sulla testata est, sostengono un aggetto di circa 9 mt. Il piano terra accoglie servizi come: sala conferenze, sale riunioni, sala pranzo aziendale e palestra. Al piano primo vi sono gli uffici, organizzati in open space. Sul grande aggetto ad est si trovano gli uffici della direzione. I due settori sono messi in relazione dal ballatoio che si affaccia sul doppio volume della hall. Le due fasce laterali sono caratterizzate da superfici ampiamente vetrate schermate da frangisole a sud. Le parti opache sono rivestite con pannelli in fibra di legno al piano primo, le pareti sottostanti, presentano pannelli in Alucobond. I punti sostanziali del progetto: EFFICIENTAMENTO ENERGETICO Progettazione impiantistica basata sui principi della bioclimatica. CONFORT ACUSTICO Elementi di involucro con potere fonoisolante. SOSTENIBILITA’ SOCIALE Aspetti connessi all’accessibilità, flessibilità e fruibilità
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