La semplicità francescana Casa Giusta è il progetto di ristrutturazione di un appartamento degli anni ’70 di circa 120 mq a San Miniato, in Toscana, commissionato da una giovane coppia. Il progetto nasce da una richiesta insolita: creare un appartamento per l’antico tavolo dei bisnonni e portare nella casa la gioia dei pranzi in famiglia dell’infanzia. Il tavolo diventa così unità di misura del progetto che mira a adattare l’appartamento a pianta tradizionale con corridoio centrale ai bisogni del vivere contemporaneo. La strategia progettuale adatta l’appartamento alle esigenze della giovane coppia attraverso ambienti fluidi ottenuti grazie a un’unica parete-arredo che divide la zona giorno-cucina dalla zona notte, permettendo una connessione continua tra gli ambienti e la massima permeabilità dello spazio. L’utilizzo di materiali naturali, come legno e marmo, lo studio della luce naturale e il rigore francescano arricchito dal contrasto con gli arredi di famiglia della zona giorno, trasmettono un senso di semplicità e quiete. Allo stesso modo alcune delle immagini realizzate da Medulla studio includono l’interazione tra performance e spazio e giocano ad invertire il senso di freddezza spesso associato all’architettura contemporanea.
Un nuovo angolo di oriente dal sapore contemporaneo ed elegante, Bund ristorante cinese situato sul lungofiume di Firenze, racconta i molteplici modi di vivere la cultura culinaria orientale. Gli oltre 250 mq di superficie articolata su due piani, sono fortemente connotati dalla combinazione dei materiali, dai contrasti cromatici e dalla attenta regia della luce. Il piano terra enfatizzato da ampi spazi voltati è caratterizzato da un bancone semicircolare in ottone e marmo, palcoscenico ideale per la preparazione dei dim sum, sul quale domina lo chandelier elegante e raffinato ispirato al design anni ’50. Il piano interrato è caratterizzato dal susseguirsi di sale, le cui volte in mattoni di colore bianco contrastano con il rivestimento delle pareti in ferro nero e inserti in ottone. Le lampade a braccio in ottone satinato permettono di avere una luce puntuale sui tavoli e di creare un’atmosfera discreta e sofisticata, sottolineando l’opacità del ferro e la lucentezza dell’ottone. La sala privè, alla quale si accede attraverso due ampie porte scorrevoli in legno intarsiato, consente di ospitare eventi privati garantendo discrezionalità in un’atmosfera elegante e unica.
La Ménagère è viaggio, racconto, narrazione, letteratura, mondi variegati e mutevoli, ricchi o ruvidi, delicati o graffianti, luminosi, freschi e naturali o intriganti, segreti, oscuri, odori, gusti, luce, ombra, materiali, colori, lingue e linguaggi. L’intervento è stato guidato dal desiderio di abbandono delle formule che componevano il precedente spazio, abbandono di qualsiasi formula che è diventata nel frattempo standard, come i luoghi scorticati, e anche un po’ i bellissimi e religiosi mix romantici di industrial, design e vintage. Da questi contesti la ricerca, quasi ossessiva per i materiali e gli arredi. Un’avvolgente, estenuante e ininterrotta esplorazione di velluti, motivi floreali, carta da parati, ma anche cemento, cementine, ferro crudo, legno, cristallo moderno, moquette, decorazioni geometriche, legni ebanizzati, arredi di ogni epoca (30/40/50/60/70) e di altri disegnati appositamente che danno vita ad un intreccio di molti mondi diversi, abbandonando il linguaggio personale e autoreferenziale e inutilmente e dannosamente riconoscibile a favore di un tutto molto incessantemente permeabile. Uno schiudersi, scenario dopo scenario, di una straniante meraviglia.
Il Messori Suites è un B&B di lusso situato in uno dei quartieri residenziali più esclusivi ed eleganti della città di Firenze. Dispone di camere con superfici che variano dai 25 ai 55 mq e di un giardino interno che si configura come un’oasi di pace, lontana dai rumori e dal caos della città diventando un posto ideale per rilassarsi, fare colazione e vivere il privilegio di soggiornare in una casa fiorentina. Il B&B è situato in un palazzo degli anni ’30 appartenuto alla famiglia Messori. Le camere sono accomunate dalla ricerca di uno stile contemporaneo, elegante ed accogliente. Studiate in modo da soddisfare le diverse esigenze dei propri clienti ed offrirgli un’esperienza che unisce autenticità e lusso, sono caratterizzate da letti a baldacchino, specchi fumè con dettagli in ottone spazzolato, arredi artigianali in legno realizzati appositamente per Messori Suites, rivestimenti decorativi ed accessori di pregio. Lo stile contemporaneo dei materiali e delle pregiate tappezzerie, che si intonano perfettamente ai colori dei parati decorativi delle camere e dei mosaici delle stanze da bagno, contribuiscono a creare un’atmosfera calda e accogliente, rendendo gli ambienti perfettamente integrati nel contesto di questa residenza fiorentina. In alcune camere, il bagno e la zona notte sono in stretta connessione, separati solo da vetrate fumè che garantiscono la giusta privacy alle due zone senza rinunciare ad una continuità visiva.
Il Messori Suites è un B&B di lusso situato in uno dei quartieri residenziali più esclusivi ed eleganti della città di Firenze. Dispone di camere con superfici che variano dai 25 ai 55 mq e di un giardino interno che si configura come un’oasi di pace, lontana dai rumori e dal caos della città diventando un posto ideale per rilassarsi, fare colazione e vivere il privilegio di soggiornare in una casa fiorentina. Il B&B è situato in un palazzo degli anni ’30 appartenuto alla famiglia Messori. Le camere sono accomunate dalla ricerca di uno stile contemporaneo, elegante ed accogliente. Studiate in modo da soddisfare le diverse esigenze dei propri clienti ed offrirgli un’esperienza che unisce autenticità e lusso, sono caratterizzate da letti a baldacchino, specchi fumè con dettagli in ottone spazzolato, arredi artigianali in legno realizzati appositamente per Messori Suites, rivestimenti decorativi ed accessori di pregio. Lo stile contemporaneo dei materiali e delle pregiate tappezzerie, che si intonano perfettamente ai colori dei parati decorativi delle camere e dei mosaici delle stanze da bagno, contribuiscono a creare un’atmosfera calda e accogliente, rendendo gli ambienti perfettamente integrati nel contesto di questa residenza fiorentina. In alcune camere, il bagno e la zona notte sono in stretta connessione, separati solo da vetrate fumè che garantiscono la giusta privacy alle due zone senza rinunciare ad una continuità visiva.
La Develer srl, azienda tecnologica specializzata in progettazione di software e hardware, ha affidato allo studio MDU architetti il progetto per la realizzazione della nuova sede in un capannone artigianale. L’input fornito ai progettisti è stato quello di produrre uno spazio sociale, organizzato secondo i principi dell’open space per sviluppare negli anni avvenire quello spirito di apertura che ha guidato l’azienda nel tempo. Lo spazio di lavoro principale è collocato al piano terra nelle porzioni centrali dei due capannoni e risulta libero e flessibile; dallo spazio aperto si accede ai locali riunione, workshop, conferenze e relax che coadiuvano l’attività lavorativa. Il lavoro, quindi è al centro di un sistema che lo cura, lo supporta e lo stimola nella convinzione che l’azienda sia prima di tutto una comunità legata da un interesse e da uno scopo comune. Nella sala principale trova posto un grande ponte in acciaio che supporta un ampio soppalco; nella seconda sala è presente su una parete un apertura disegnata da un tondo perfetto. La suddivisione degli spazi viene fatta con pareti traslucide in policarbonato alveolare di color arancio nella logica di alimentare il gioco tra esigenze di privacy e di comunicazione. I materiali e le soluzioni tecnologiche utilizzate sono in linea con la logica di recupero di uno spazio artigianale nell’ottica di trovare elementi di continuità con il passato unitamente all’introduzione di elementi di novità.
Durante i lavori di recupero degli ambienti sottostanti al “Cortile di Michelozzo” sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici che hanno reso necessario rivedere concettualmente il progetto nella sua complessità oltre alle opportune revisioni dei progetti impiantistico e strutturale. Le linee guida condivise tra la committenza, le soprintendenze e i progettisti hanno previsto di recuperare e quindi musealizzare l’intero “quadrilatero” che corrisponde al cortile, compresa la cosiddetta “Rampa dei Muli” accesso privilegiato ai locali sotterranei. Grandi lastre in acciaio Corten coprono la zona degli scavi: la loro divisione, oltre a configurare un disegno che ricalca il rilievo e le annotazioni degli archeologi, lascia intravedere, come e dove rinvenuti, i ritrovamenti di maggior rilevanza a testimoniare e “raccontare se stessi”. La valorizzazione passa dall’esposizione ragionata dei reperti, indispensabilmente mediata da un apparato didattico/didascalico attento alle “percezioni sensoriali” dei visitatori. Concentrando le teche in un’area dedicata è stato possibile organizzare i reperti non solo per la loro datazione e/o luogo di provenienza ma anche in un confronto comparativo con i grandi temi: la casa, la cucina, l’architettura, ecc. Una volta fruito l’insieme dei reperti l’approfondimento delle informazioni è affidato a uno strumento multimediale con display touchscreen, “estensione fisica” delle vetrine ma distinto in un momento di sintesi del percorso espositivo
Romanico è un intervento realizzato nel centro storico di Pistoia, in un’area a lungo dimenticata. Il processo di recupero di questo spazio, a cura dell’associazione Spichisi, intende valorizzare l’area di Piazzetta Sant’Atto e Vicolo dei Bacchettoni attraverso un programma di residenze artistiche ed eventi correlati. Questo luogo oggi, grazie ad un patto di collaborazione e gestione dei beni comuni, stretto tra l’associazione, alcuni residenti e l’amministrazione comunale, prende il nome di Giardino di Cino. Il progetto fa forza sulla particolare scala di questo luogo, trasformandolo da vicolo dimenticato in spazio pubblico, intimo e raccolto, una sorta di giardino inaspettato popolato da interventi artistici e dispositivi di aggregazione sociale. La prima fase, Romanico Automatico, consiste nella realizzazione di un disegno a terra frutto di un’astratta, seppur rigorosa, manipolazione dei temi compositivi dell’architettura romanica. L’intervento si pone l’obiettivo di rafforzare l’identità dell’area mediante l’uso di una matrice grafica ben radicata nell’immaginario comune dei cittadini pistoiesi, instaurando un dialogo di continuità e trasformazione con i numerosi esempi di architettura romanica del centro storico. La seconda fase, realizzata a distanza di due anni a causa dell’emergenza Covid, ha visto l’installazione di dispositivi pensati per la seduta e funzionali allo svolgimento degli eventi curati dall’associazione in programma per primavera 2022.
Il nostro progetto per ETRA, nuovo brand di hospitality nel campo del lusso, nasce al piano nobile di Palazzo Paggi-Tainti, raro esempio di architettura Liberty nel panorama fiorentino collocato ad un passo dal complesso monumentale del Duomo di Firenze. Alla ricchezza dell’apparato decorativo di facciata abbiamo abbinato un linguaggio architettonico contemporaneo fatto di pochi segni essenziali, di pieni e di vuoti, di superfici materiche esaltate dallo studio della luce capace di dare significato agli spazi interni completamente distrutti nel corso degli anni. La percezione del lusso nasce non da un’ostentata opulenza ma dall’utilizzo di materiali pregiati, dalla ricerca del dettaglio e dalla sperimentazione di nuove forme di artigianalità capaci di rendere materiali semplici unici e preziosi. Citazioni di artisti dell’epoca o di paesaggi storici, si alternano all’utilizzo di tecnologie contemporanee che creano effetti inaspettati. L’uniformità e il controllo cromatico di tutti gli ambienti consente l’esaltazione di alcuni particolari trattati con finiture preziose senza mai cedere all’esaltazione del decoro. Ogni dettaglio è stato meticolosamente disegnato o integrato con componenti di serie prodotti dalle eccellenze dell’Industrial Design italiano. Particolare rilevanza è stata data all’utilizzo della luce, componente determinante del progetto architettonico in quanto capace di sottolinearne i tagli più significativi e di creare scenari inaspettati.
NEST, acronimo di New Enginery Solution Technology. NEST, in inglese NIDO. Il progetto, per questa Società che opera nel settore chimico-farmaceutico, prende spunto dall’idea di creare con linee semplici e moderne un ambiente di lavoro confortevole, luminoso, ben organizzato e decisamente proiettato verso il futuro, NEXT appunto! Gli spazi sono stati predisposti per creare una immediata, chiara lettura del percorso distributivo. All’ingresso, disimpegnata, la stanza delle riunioni con accanto una piccola sala di attesa e l’ufficio dell’amministrazione caratterizzato da una grande parete vetrata che si affaccia sul largo corridoio centrale. Con l’ausilio di una pensilina bianca, lungo l’asse di distribuzione, inscatolato il NIDO, uno spazio avvolgente al di sotto del quale sono riuniti gli uffici dei quattro soci fondatori allitterati sia nella forma sia nella funzione. Ogni ambiente, di colore grigio scuro, si distingue per la presenza di una grande lettera in acciaio satinato e i quattro uffici, in prospettiva, compongono la parola NEST. In fondo al corridoio, superata l’area break, l’ampio open space con le postazioni dei giovani collaboratori trova la centralità operativa con “l’isola grigia”, composta da due piccoli nidi al cui interno è possibile svolgere attività lavorative più privatizzate e direzionali.
NEST = NIDO = NEXT…LAVORO = COMFORT = FUTURO
Il progetto Area Marketing e Factory Museum Ginori 1735 è parte di una più ampia campagna di riqualificazione degli stabilimenti storici Ginori, affidati allo studio b-arch, tuttora in corso di realizzazione. Comprende uffici/headquarter, outlet, spazi aperti e restauro della torre dell’acqua, vero e proprio landmark territoriale dell’azienda sestese. Il progetto prevede la valorizzazione delle campate e delle lievi strutture in cemento armato della navata centrale, che diventano uno spettacolare contenitore di ampi spazi aperti, dedicati ad attività didattiche, espositive e di marketing, e di una trama di volumi chiusi che ospitano attività più raccolte: auditorium/multimedia, show-kitchen, meeting room e box didattici. Il brief proposto prevede la realizzazione dello spazio in due step successivi, concepiti in modo che la conclusione del primo si presenti comunque come un’opera compiuta e funzionale. B-arch concepisce un progetto dove la conclusione del primo capitolo dimostri tuttavia la sua caratteristica di “non finito”, pur fornendo tutte le funzionalità richieste. La superficie grezza del cartongesso diventa una texture pittorico-gestuale a cui viene sovrapposta la grafica gigante del marchio aziendale, fresco di re-branding. Le strutture espositive sono realizzate in blocchi grezzi di gasbeton, che al termine del loro utilizzo temporaneo potranno tornare alla funzione originale di materiale da costruzione, completando i contenuti di sostenibilità del progetto.
La volontà del cliente era di riorganizzare gli spazi (modificati con più interventi che si sono succeduti negli anni) in modo più funzionale e rendere più omogenei gli interni. L’aspirazione era quella di ottenere un locale caldo e subito identificabile come ristorante di classe, e allo stesso tempo mettere in risalto la magnifica vista sul Ponte Vecchio da cui il ristorante prende il nome. Dopo un’attenta analisi del brand, si è deciso di riprendere e dare nuova vita e valore a quegli elementi del ristorante che nel tempo sono entrati nell’immaginario collettivo dei clienti così come dei semplici passanti: il marmo di Carrara che aveva caratterizzato l’area pescheria, l’ingresso e il bancone bar; i mobili contenitori per l’importante collezione di vini; i ricercatissimi prodotti gastronomici in bella vista. Il marmo di Carrara è stato utilizzato per costruire il frontale del nuovo bancone, con un gioco di sovrapposizione di volumi semplici tra lastre di alto spessore e tavolati di legno d’ulivo, utilizzati per il top. Il ritmo delle lastre di marmo, disposte con tre dimensioni diverse alternate, viene sottolineato da listelli anch’essi in legno d’ulivo. Sia il marmo che il legno rimandano al territorio, alla Toscanità, perché è da qui che il ristorante attinge i suoi ingredienti e la sua tradizione. Per rendere ancora più protagonista la vista, sono stati rimossi tutti gli elementi, murari o di arredo, che potevano essere di ostacolo, rendendola visibile fin dalla strada.
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