Il progetto The Social Hub Firenze Belfiore, firmato da Natalini Architetti, è un intervento contemporaneo inserito in un’area urbana in trasformazione, con l’obiettivo di dialogare attivamente con il contesto e contribuire alla sua riqualificazione. L’impianto è composto da due edifici separati da una grande galleria, spazio di mediazione tra interno ed esterno, costruito e città. Al centro, una scenografica scala conduce a ponti sospesi che collegano i due volumi. Dal punto di vista compositivo, gli edifici reinterpretano scala e allineamenti del tessuto urbano, mentre terrazze e coperture verdi ne mitigano l’impatto, migliorando la qualità ambientale. Le facciate, semplici e modulari, esprimono chiaramente la natura ricettiva del complesso, organizzato in unità ripetute e affiancato da spazi pubblici e commerciali al piano terra, pensati per attivare il rapporto con la città. Elemento distintivo è il gioco di pieni e vuoti nei prospetti, che crea un ritmo capace di evocare in chiave contemporanea quello dei fronti ottocenteschi dei viali urbani. La modularità diventa così principio ordinatore ed espressivo, garantendo leggibilità e dialogo con il contesto, evitando monotonia. P. di R.: Natalini Architetti / S.IN.TER Prog. architettonico: Natalini Architetti (Adolfo e Fabrizio Natalini) Interni: Rizoma Architetture
Il vuoto come progetto Rigenerazione di un sottotetto a Firenze. I locali sottotetto di un elegante palazzo nel centro storico di Firenze, abbandonati da anni, si presentavano come spazi bui, frammentati e privi di qualità abitativa. Il progetto interviene attraverso la demolizione di parte del lastrico solare, introducendo una corte a cielo aperto che porta luce e aria al cuore dell’appartamento e stabilisce una relazione diretta con l’esterno. Il vuoto diventa così dispositivo progettuale primario, capace di ridefinire percezione, orientamento e qualità dello spazio domestico. La nuova distribuzione si articola attorno al patio: al centro lo spazio di vita con cucina e soggiorno, aperti e comunicanti; ai lati le camere e gli ambienti più intimi, raccolti e introversi. La relazione tra interno ed esterno, rafforzata dalla presenza di una scala elicoidale, che conduce ad una terrazza sul tetto, costituisce un’esperienza abitativa dinamica, fatta di sequenze, soglie e variazioni di luce. In un contesto in cui la trasformazione del costruito storico è spesso affidata all’aggiunta di volumetrie, il progetto propone un approccio opposto: sottrarre per generare qualità. Senza alterare i profili e l’identità dell’edificio, l’intervento valorizza le preesistenze e le adegua ad un uso contemporaneo, dimostrando come la rigenerazione di spazi obsoleti possa contribuire in modo concreto alla sostenibilità e alla qualità dell’abitare nel tessuto urbano consolidato.
Il progetto affronta la riqualificazione del lotto della polveriera abbandonata di via Tartini, caduta in disuso da diversi decenni. Il programma dell’intervento consiste in un asilo nido con il suo giardino privato e in un’area pubblica con parcheggio ed un percorso alberato. L’intervento fa parte del contributo infrastrutturale in cambio della riqualificazione dell’ex sito industriale della Manifattura Tabacchi, un imponente complesso con una superficie di circa 100.000 mq situato in prossimità del lotto. L’asilo nido è configurato come un sistema a doppia corte con struttura portante in lagno X-lam e Platform Frame e materiali ad alte prestazioni. L’adozione di diverse strategie bioclimatiche e soluzioni impiantistiche hanno permesso di ottenere la certificazione di sostenibilità LEED Platinum. L’edificio ospita due asili nido speculari che condividono servizi comuni (come cucina e impianti tecnici) e un atrio polifunzionale aperto alla comunità in grado di ospitare eventi e lezioni.
L’intervento contribuisce alla valorizzazione e al potenziamento del Polo Fieristico fiorentino costituito dal Palazzo degli Affari, dalla Villa Vittoria e dalla Fortezza da Basso. I lavori per la ristrutturazione del “Palazzo” sono durati 17 mesi e hanno trasformato i suoi cinque piani su una superficie di oltre 5.000 metri quadrati, in un centro congressi e spazio espositivo progettato secondo i più avanzati standard tecnologici. Spazi fluidi, giochi di trasparenza e qualche innesto contemporaneo. Così si è fatto rivivere il Palaffari realizzato da Pierluigi Spadolini nel 1974, che da anni versava in condizioni di degrado. Gli interventi più significativi sono stati: Ripristino e restauro dei pannelli prefabbricati delle facciate esterne, realizzato con gli stessi inerti dei pannelli originari, Nuova pensilina che identifica e protegge l’accesso principale, Sostituzione degli infissi con vetrate a tutt’altezza. Ampliamento del piano terra con un passaggio coperto, sul fronte del giardino, Nuove scale tra i piani -1, piano terra e primo. Flessibilità di esercizio delle sale congressuali consentita da pareti manovrabili. Rifacimento degli impianti di climatizzazione, elettrico e illuminazione, e impianti speciali, il tutto contenuto al di sopra di un controsoffitto di rete metallica stirata. Ci sono due nuovi coffe break al piano terra e sul roof top, oltre al ristorante al primo piano. . Intervento realizzato in collaborazione con Politecnica e Consilium
Il progetto Santa Maria Residence, nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, nasce all’interno di un edificio segnato da secoli di trasformazioni, da monastero a teatro fino a cinema. L’intervento dà forma ad una residenza vista come esperienza spaziale continua ed immersiva. Il concept trae ispirazione da un fotogramma del film “Life Ff PI” di Ang Lee, in cui un soppalco si trasforma in una piscina con un fondo vetrato; un volume leggero dove l’acqua diventa superficie narrativa, capace di riflettere e moltiplicare lo spazio, trasportare la luce dissolvendo i confini tra reale e percepito. L’arco esistente viene raddoppiato per sostenere la struttura della piscina, creando un cerchio di quasi nove metri di diametro su cui s’incunea la scala, realizzata con una struttura in acciaio e rivestita in legno; richiama l’architettura spontanea della città. Non segue un ritmo regolare, ma si sviluppa in modo fluido e intuitivo, accompagnando il corpo in un movimento ascensionale e dinamico. Ne deriva una sequenza continua di relazioni visive tra i livelli profondamente interconnessi. Il policarbonato filtra e diffonde la luce generando, durante il giorno, infinite sfumature cromatiche. Storia, materia e luce non vengono semplicemente conservate ma reinterpretate in un’esperienza abitativa verticale: materiali, dettagli e visuali concorrono a costruire una nuova identità, in un equilibrio tra memoria e innovazione, in un‘armonia profondamente contemporanea.
Stand per la fiera PITTI IMMAGINE UOMO. Lo spazio, per un totale di circa 100 mq, era suddiviso in 4 differenti ambienti e l’utilizzo di una parete flessibile in materiale plastico ci ha permesso di vincere la divisione e trasformare lo stand in un unico spezio espositivo fluido. Le luci a terra, sottolineando la parete stessa, hanno contribuito ad enfatizzare l’effetto ed a guidare i visitatori all’interno dell’esposizione.
I giovani committenti si sono affidati al nostro supporto per ristrutturare completamente 2 dei 4 piani del fabbricato, oltre che il giardino nella corte privata. Gli input che ci sono stati forniti erano piuttosto chiari: spostare gli ambienti di vita principali al piano seminterrato e il piano terra, così da vivere a pieno il giardino e la sua nuova piscina. Abbiamo deciso di posizionare la cucina e realizzare il soggiorno sul lato del fabbricato a ridosso del giardino, mettendoli in comunicazione tra di loro grazie alla realizzazione di un’apertura nella parete; questa operazione ci ha permesso di creare una nuova zona giorno a diretto contatto con il verde e la natura. Al di fuori è stata installata una pergola bioclimatica, come elemento di filtro tra esterno ed interno; grazie a questa, il soggiorno e la cucina, si espandono creando così una “stanza all’aperto”. Il resto del piano è stato rimodellato per ritrovare una serie di spazi utili alla vita quotidiana, come una libreria/cantinetta su disegno di colore blu, mentre il disimpegno è stato sfruttato per inserire un mobile spogliatoio, anch’esso su disegno, posizionato a fianco della scala di collegamento al piano terra. Il piano terra accoglie la zona notte. La parte a sud del fabbricato, dove prima erano presenti un soggiorno ed una seconda cucina, viene occupato dalla camera da letto padronale ed il suo bagno. Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta dei materiali, dell’illuminazione e degli arredi.
I giovani committenti si sono affidati al nostro supporto per ristrutturare completamente 2 dei 4 piani del fabbricato, oltre che il giardino nella corte privata. Gli input che ci sono stati forniti erano piuttosto chiari: spostare gli ambienti di vita principali al piano seminterrato e il piano terra, così da vivere a pieno il giardino e la sua nuova piscina. Abbiamo deciso di posizionare la cucina e realizzare il soggiorno sul lato del fabbricato a ridosso del giardino, mettendoli in comunicazione tra di loro grazie alla realizzazione di un’apertura nella parete; questa operazione ci ha permesso di creare una nuova zona giorno a diretto contatto con il verde e la natura. Al di fuori è stata installata una pergola bioclimatica, come elemento di filtro tra esterno ed interno; grazie a questa, il soggiorno e la cucina, si espandono creando così una “stanza all’aperto”. Il resto del piano è stato rimodellato per ritrovare una serie di spazi utili alla vita quotidiana, come una libreria/cantinetta su disegno di colore blu, mentre il disimpegno è stato sfruttato per inserire un mobile spogliatoio, anch’esso su disegno, posizionato a fianco della scala di collegamento al piano terra. Il piano terra accoglie la zona notte. La parte a sud del fabbricato, dove prima erano presenti un soggiorno ed una seconda cucina, viene occupato dalla camera da letto padronale ed il suo bagno. Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta dei materiali, dell’illuminazione e degli arredi.
L’appartamento oggetto della ristrutturazione è sito nel cuore del quartiere di Statuto. Il progetto ha avuto come intento primario la realizzazione di una nuova spazialità, rivelando gli interventi operati sulle murature -tutte portanti- in un processo che non vuole nascondere o dissimulare ma, con un’opera di riscrittura sull’esistente, mostra le tracce del nuovo, lasciando a vista le architravature. Elemento fulcro è un grande mobile realizzato in legno di rovere che, come un nastro avviluppato su se stesso, mette in connessione fisica e spaziale tutti gli ambienti. Il mobile è composto da una sequenza alternata di listelli che amplificano gli accetti chiaroscurali e celano in questa ritmicità ininterrotta anche le aperture. Se dall’esterno il mobile, raggiungendo l’imposta delle cerchiature, appare nella sua imponente struttura stereometrica, al suo interno è interamente ‘scavato’ a diverse profondità per accogliere spazi e oggetti di vita quotidiana, come i fusuma nella casa tradizionale giapponese. Nella zona giorno un pannello incassato nel muro e della stessa struttura del mobile, si apre come una porta, dividendo il soggiorno dal resto della casa. La presenza centrale del mobile trova uno specifico riferimento proprio nella città di Firenze nello studiolo pensato da Vasari per Francesco I, dove le pannellature che foderano le pareti, al pari del mobile della casa oggetto dell’intervento, talora contengono oggetti, talora, aprendosi come porte, connettono altri spazi.
Il progetto ristabilisce la consistenza originaria di un appartamento, affacciato sulla chiesa di Santo Spirito nel centro storico fiorentino, alterato negli anni da frazionamenti, modifiche e usura. L’intervento consiste in una totale revisione del layout della casa, diretto a soddisfare le esigenze dell’abitare contemporaneo di una giovane famiglia, in parallelo al consolidamento e restauro delle strutture del fabbricato storico in cui è inserito. La nuova distribuzione prevede una chiara divisione tra gli ambienti della zona giorno, posizionati nelle stanze più grandi e con le visuali migliori, e della zona notte, collocati nella parte più silenziosa e raccolta della casa. La zona giorno, attraverso l’apertura di grandi varchi nelle murature esistenti, si presenta come un continuum di spazi unificati da una ristretta palette di materiali (graniglia in grande formato, travertino, legno laccato, tinteggiatura). La zona notte presenta maggiore variazione nei colori e nelle materie, con pavimenti in parquet di tek per le camere da letto e microcemento e calce in toni caldi per i bagni.
Piazza del Tiratoio. In quella che fu la zona destinata alla lavorazione della lana nell’Oltrarno fiorentino, un nuovo cocktail bar trova collocazione all’interno di un grande spazio voltato a più campate, già rimessaggio per barche. La zona di somministrazione è filtrata da uno spazio di soglia destinato a giardino d’inverno. Il bancone domina lo spazio e gerarchizza le funzioni svelandosi dietro a un infisso vetrato centinato. I servizi igienici e i locali accessori sono dietro a una parete espositiva che fa da sfondo al locale. Terracotta nera, tinteggiature a calce e ottone spazzolato garantiscono un’atmosfera accogliente e delicata che accompagna i clienti nei sapori della miscelazione senza sopraffarli. Credits Cliente: Bi.Bi & co s.r.l Anno: 2021-2022 Luogo: Firenze, Italia Dimensione: 150 mq Team: AFSa (Antonio Acocella, Alessandro Falaschi, Pietro Seghi) Collaboratori: Paolo Buti, Clemente Nativi Imprese: Idealforme 2000, Malte Storiche, ACS automatismi, CM Clima Fornitori: Fameg, Ceramica Cielo, Cotto Manetti, Ciulli, CIAM Fotografia: Fabio Semeraro
Il progetto sviluppa alcune principali tematiche volte alla definizione della soluzione progettuale più rispondente agli obiettivi posti, sia in termini di fattibilità e funzionalità, sia in termini di inserimento nel contesto preesistente, oltre che di espressività di un’architettura che è anche il simbolo di un’istituzione pubblica di grande importanza quale quella universitaria pediatrica. Gli obbiettivi che hanno guidato la progettazione sono stati di vario genere: – FUNZIONALITA’ e VIVIBILITA’; – COMFORT; – ESTETICA; – TECNOLOGIA. A partire da tali acquisizioni, si è esplorata la soluzione progettuale più rispondente agli obiettivi prefissati, caratterizzata inoltre dall’approfondimento dei seguenti ulteriori aspetti: ricercare una integrazione architettonica con il carattere estetico dell’edificio esistente; creare ambienti logisticamente e funzionalmente fruibili dall’utenza e dal personale; utilizzare principi di architettura sostenibile, per limitare l’impatto ambientale, ponendo come finalità progettuale l’efficienza energetica; il miglioramento della salute, del comfort e della qualità della fruizione degli utenti mediante l’integrazione, nell’edificio di strutture e tecnologie appropriate.
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